Niscemi. g.v.) Ieri mattina, funzionari della Soprintendenza ai beni culturali di Caltanissetta, in seguito all'alt dato in tempo alla ruspa che stava per cancellare quel poco di memoria storica lontana "nell'area di interesse archeologico", in zona Petrusa, hanno effttuato un sopralluogo alla presenza del sindaco Giovanni Di Martino e dell'assessore alla cultura Nunzio Pardo per verificare lo stato dei luoghi. Al sopralluogo erano presenti i due funzionari della Soprintendenza Antonio Catalano e la dott. Guzzone, nonché il segretario dell' ex Archeoclub locale, Toto Ravalli e Giuseppe Stimolo della "Rastri", l'associzione sorta da poco che cura, tra l'altro, l'archivio fotografico dell'immagine della città. L'assessore Nunzio Pardo, per evitare che il sito archeologico della "Pitrusa" venga inghiottito dalle erbacce e distrutto dalle mani dell'uomo, ha chiesto all'assessore regionale ai Beni culturali di programmare ulteriori campagne di scavi già effettuate nel 1996 e nel 2002 e successivamente abbandonate in modo inspiegabile.La "Pitrusa" è posta ad est della città, all'inizio della Piana di Gela, situata sotto il Belvedere, è stata sottoposta a sequestro giudiziario dal comando della Pm per evitare che il proprietario del sito archeologico, Vincenzo A., continuasse l'opera di "bonifica" del terreno spazzando tutte le pietre che erano nel luogo per meglio coltivare il podere. In questo luogo è stata accertata l'esistenza di un vasto insediamento umano, deposito di asce, cuspidi, lance, pugnali, come affermato da vari studiosi. Ora si presenta ai visitatori come un pianoro di pietre sparse che il proprietario voleva eliminare per arare il terreno per la produzione di prodotti agricoli. 25082011
SICILIA -Niscemi. Sopralluogo a Petrusa nell'area archeologica
Ieri mattina, funzionari della Soprintendenza ai beni culturali di Caltanissetta hanno effettuato un sopralluogo alla presenza del sindaco e dell'assessore alla cultura alla zona "Pitrusa", un'area archeologica posta ad est della città. L'assessore ha chiesto all'assessore regionale ai Beni culturali di programmare ulteriori campagne di scavi. La "Pitrusa" è stata sottoposta a sequestro giudiziario per evitare che il proprietario continuasse a spazzare le pietre per coltivare il podere. L'area è stata accertata come un vasto insediamento umano con depositi di armi e oggetti archeologici.
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