Accordo tra preti e operatori privati: parte degli incassi a sostegno delle parrocchie Il reportage Dalla Catena a Casa Professa, ecco una guida ai prezzi e alle intese con le associazioni Le chiese di Palermo come musei: ingresso a pagamento e visite guidate. Non solo le più note come San Cataldo e Santa Caterina. Altre chiese monumentali hanno deciso di aprire sì a turisti e visitatori, ma a pagamento. Da Casa Professa a Santa Maria dalla Catena, da San Matteo in corso Vittorio Emanuele alla chiesa di Santa Cristina la Vetere di vicolo Pellegrini, una traversa di via Matteo Bonello. Sono gli stessi preti che si industriano contattando i privati che si occupano della valorizzazione dei beni culturali: associazioni e cooperative che incassano il prezzo del ticket e in cambio garantiscono alcuni servizi, dal pagamento delle bollette della luce al restauro delle opere darte. Alla chiesa della Catena in corso Vittorio Emanuele, proprio di fronte alla Cala, il biglietto di ingresso è di 2,50 (lingresso è gratuito durante la messa): a gestire le visite è lassociazione Amici dei musei. «Mi hanno permesso di tenere la chiesa aperta anche durante la settimana - dice il rettore della Catena Carmelo Torcivia - Prima era visitabile solo durante le messe e i matrimoni. Non avevo la possibilità di pagare un custode: lassociazione incassa i soldi del biglietti e in cambio versa un contributo per le spese di luce. Ma non solo: recentemente ha restaurato un quadro, quello di Santa Brigida». Torcivia ha posto solo una condizione: «Ho chiesto di far entrare gratis chi viene in chiesa e vuole soltanto pregare». Amici dei musei gestisce anche gli oratori di San Lorenzo e Santa Cita: «Garantiamo lapertura al pubblico - spiega il presidente dellassociazione Bernardo Tortorici - ma raccontiamo anche le storie dei luoghi attraverso i giovani laureati in Storia dellarte che ricevono i visitatori». A Santa Caterina, tra piazza Pretoria e piazza Bellini, le visite sono gestite dallassociazione Itinerars dellarchitetto Grazia Bellardita. Il biglietto dingresso è di 2 euro: la chiesa, fino a un paio di mesi fa, era chiusa ai visitatori. «Labbiamo riaperta noi», ci tiene a precisare lassociazione che cura le visite pure a Casa Professa. Qui, per far fronte ai costi e alla manutenzione delledificio, dallo scorso aprile per visitare i musei, le cripte e la sacrestia il ticket di ingresso è di 4 euro. Lassociazione gestisce anche gli ingressi a San Domenico, al momento chiusa per ristrutturazione: 3 euro per vedere il chiostro, alcune sale e la sacrestia. Un biglietto da 1 euro è invece il prezzo da pagare per chi vuole visitare la cripta dei Confrati dellUnione dei Miseremini nella chiesa di San Matteo, in corso Vittorio Emanuele. «Diamo una mano al prete nella manutenzione della chiesa - spiega Vittorio Salerno, uno dei responsabili dellAssociazione mutilati di guerra che gestisce il servizio delle visite - Senza il nostro appoggio, San Matteo rimarrebbe aperta solo durante la messa». Per visitare la chiesa di Santa Cristina La Vetere in vicolo Pellegrini si pagano 2 euro: la gestione delle visite è affidata alla Itimed dellarchitetto Antonella Italia, che tre anni fa firmò un protocollo dintesa con la Curia per riaprire al pubblico ledificio. «Siamo un gruppo di volontari - spiega Giuseppe Lo Bocchiaro, uno dei consiglieri dellassociazione - alcuni di noi sono architetti o laureati in Storia. Riceviamo i turisti e diamo loro alcune informazioni sulla chiesa. Purtroppo qui le visite non sono molte: siamo aperti solo 4 giorni a settimana per circa 3 ore». E la cattedrale? Si pagano 3 euro solo per visitare larea monumentale. «Lingresso alla chiesa è e resterà libero», assicura il parroco Gino Lo Galbo.