La manovra bis inizia il suo iter parlamentare. Ieri primo giorno di lavoro per la commissione Bilancio di Palazzo Madama che fra le altre cose ha fissato la "deadline" per la presentazione degli emendamenti: lunedì prossimo entro le ore 20. Pochi giorni che si preannunciano più caldi del già bollente clima meteorologico. Pier Luigi Bersani fa sapere che entro venerdì il Pd formalizzerà le sue proposte anche se i correttivi studiati in Largo del Nazareno sono abbastanza noti: no al contributo di solidarietà, no alla soluzione studiata dal Governo sulla previdenza, si alla tassazione dei capitali "scodati" e lotta più serrata all'evasione fiscale. Decisamente più sfaccetta la situazione in casa Pdl. Il partito del premier sembra muoversi in ordine sparso e al neo-segretario, Angelino Alfa-no, toccherà un surplus di impegno nel tentativo di arrivare ad una sintesi. Dopo aver incontrato Silvio Berlusconi ad Arcore, l'exGuardasigilli èvolato a Roma dove l'altro giorno ha cenato con il "frondista" Guido Crosetto. Ieri in via dell'Umiltà incontro con il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il capogruppo del 1'dl al Senato, Maurizio Gasparri e il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi. Oggi vertice dei gruppi parlamentari e giovedì, probabilmente, tavolo di lavoro con i rappresentanti azzurri negli Enti locali. In attesa dell'esito di questi "bilaterali", nel partito c'è chi si è voluto portare avanti. I fedelissimi dell'ex ministro forzista Claudio Scajola hanno già preparato un pacchetto di tre emendamenti: sull'aumento dell'Iva di un punto percentuale (con un gettito previsto di 6-7mld per anno finanziario); sul contributo di solidarietà e il quoziente familiare; sulla soppressione delle Province per rendere operative le aree metropolitane. Mai sopita fra le fila pidielline anche la suggestione di un nuovo condono fiscale. L'idea viene messa nero su bianco dai deputati Antonio Mazzocchi, questore della Camera, e Amedeo Laboccetta, membro della commissione Bilancio a Montecitorio, che hanno elaborato una proposta di condono fiscale con la quale si porterebbero nelle casse dello Stato almeno 35 miliardi di euro, che «potranno essere utilizzati per finanziare provvedimenti a favore delle famiglie numerose, per alleggerire il contributo di solidarietà e per rafforzare mezzi e personale per combattere con maggiore efficienza l'evasione e l'elusione fiscale.. Ma c'è chi il prelievo una tantum per tre anni a chi percepisce un reddito superiore ai 90mila euro lo vorrebbe abolire del tutto. È il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni che non vede male un ritocco all'Iva, ma solo sui beni di lusso. «Un aumento dell'Iva sui generi di prima necessità- spiega - potrebbe avere effetti negativi. Non bisogna assolutamente toccare i beni fondamentali come la pasta, il pane. il sale. Se, invece, andiamo a toccare i generi di consumo più alti, i beni di lusso, mettendo un Iva dell' 1-2, anche qui potremmo ricavare un bel pacchetto di miliardi che, sommati a quelli ottenuti dalle privatizzazioni, significherebbe poter evitare il contributo di solidarietà. I deputati Isabella Bertolini e Giorgio Stracquadanio vorrebbero invece accelerare sulle privatizzazioni. Il Governo deve fare propria l'agenda delle privatizzazioni - sostengono - . Il comparto delle grandi aziende di Stato vale oltre 100 miliardi e anche se possono essere rapidamente vendute partecipazioni per 20 miliardi di euro, sarebbe il segno che l'Italia intende realmente abbattere il proprio debito pubblico e velocemente.. E nemmeno i ministri stanno con le mani in mano. Ieri il titolare dei Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan, ha presentato formalmente, attraverso il Dipartimento per i rapporti con il Parlamento, due emendamenti alla manovra economica. Il primo consiste nell'abrogazione del comma 31 nell'art. 1, ossia della norma che prevede l'abolizione degli enti pubblici non economici con meno di 70 dipendenti. Il secondo emendamento propone l'inclusione del personale con funzione di tutela e valorizzazione dei beni culturali tra quelli che la manovra stessa esclude dai futuri tagli.. Il presidente della Regione Lazio. Renata Polverini, ha invece annunciato correttivi sulle disposizioni che prevedono l'accorpamento dei Comuni al di sotto dei mille abitanti e la soppressione di alcune piccole Province. «Se da una parte, infatti - fa sapere - siamo molto preoccupati per i riflessi economici della manovra, dall'altra non sottovalutiamo quelli che riguardano il futuro dei nostri piccoli comuni che, in nome di un risparmio neppure quantificato dalla Ragioneria Generale dello Stato, verrebbero di fatto cancellati dalla cartina geografica del Lazio». Per sistemare i conti perché non ricorrere alle riserve auree? Se lo chiede Marco Pugliese, deputato di Forza del sud, la formazione di Gianfranco Micciché costituita in massima parte da ex Pdl. «Vista la crisi economica internazionale in atto che investe gran parte dei paesi europei, c'è bisogno, ora più che mai. di scelte di responsabilità attingendo alle riserve auree del nostro paese«, afferma il parlamentare. «Infatti proprio in questi giorni - aggiunge - il metallo giallo ha raggiunto un nuovo massimo con la quotazione di 1.900 dollari l'oncia. La nostra Banca d'Italia ha come riserve auree circa 2.500 tonnellate d'oro che corrispondono ad almeno 79 milioni di once. Il calcolo è presto fatto e l'oro in dotazione è pari all'incirca a 110 miliardi di euro .
ROMA - Pdl in ordine sparso. Ieri il provvedimento ha iniziato il suo iter in Senato. Alfano impegnato a dover fare sintesi fra le tante anime del suo partito
La manovra bis inizia il suo iter parlamentare con la presentazione degli emendamenti entro le ore 20 di lunedì prossimo. I partiti politici stanno lavorando per arrivare ad una sintesi. Il Pd ha già presentato le sue proposte, che includono la tassazione dei capitali "scodati" e la lotta all'evasione fiscale. Il Pdl sembra muoversi in ordine sparso, con il neo-segretario Angelino Alfano che dovrà lavorare per arrivare ad una sintesi. I deputati del Pd hanno già preparato un pacchetto di emendamenti, che includono l'aumento dell'Iva di un punto percentuale e la soppressione delle Province. Altri partiti, come il M5S, hanno anche presentato le loro proposte.
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