A Santa Margherita non si parla d'altro. Anche perché sfidando l'afa volontari, sia autoctoni che turisti, raccolgono firme sulle spiagge e nei bar: firme contro il progetto presentato dal gruppo di investitori della società Santa Benessere spa. «Raggiungeremo presto quota 3.000» dice Francesco Ortona, avvocato, del comitato «Tuteliamo Santa». Altrettanti «no» con una punta di polemica nei confronti del sondaggio condotto dall'Ispo di Mannheimer le cui conclusioni sono di una maggioranza favorevole al progetto di ampliamento del porto e costruzione di un centro di talassoterapia «stile Saint Malo». E ieri gli editori Rosellina Archinto e Luigi Brioschi insieme con l'avvocato Ortona hanno scritto al Corriere della Sera: «La parola sviluppo ha solitamente una connotazione positiva, contiene una promessa. Ma può avere implicazioni rovinose, se la si usa per il massiccio investimento che si prepara nel porto di Santa Margherita Ligure e le sue adiacenze e che avrà, se approvato e realizzato l'effetto di trasformare in modo radicale e irreversibile uno dei luoghi più belli della costa tirrenica, una perfetta sintesi tra lascito storico, qualità estetica e valore ambientale». La lettera parla di «impatto paesistico enorme» e ricorda le critiche di Renzo Piano (che in questi giorni ha dichiarato: «Bisogna fermare l'invasione del cemento»), Giulia Maria Crespi, Giuliano Pisapia e perfino don Gallo. Il punto è in quel «se approvato e realizzato». Il progetto è stato protocollato dal Comune (ufficialmente neutrale ma apparentemente alquanto disponibile) ed è stato aperto l'iter di legge che può portare a una bocciatura, a un accoglimento con modifiche o a un'approvazione rapida. Il 6 settembre scade il termine per presentare osservazioni al progetto (ma slitteranno i tempi) e i comitati riuniti sotto l'egida di «Difendiamo Santa» presenteranno le loro attraverso uno studio legale. Il fai-da-te, spiegano, quando in campo ci sono forze del calibro di «Santa Benessere» non basta. In questo clima infuocato sono piombate le parole del ministro ai Beni culturali Galan, che in risposta a un'interrogazione parlamentare ha detto che è necessario «mantenere intatta e inalterata la conformazione storica del porto e, dunque, evitare la modifica di questi elementi che rendono unica nel suo genere la costa del Tigullio». Sembrerebbe una pietra tombale sul progetto (un investimento iniziale di 70 milioni di euro, un prolungamento dei moli con 150 nuovi posti barca, un centro benessere per 30 mila visitatori l'anno, un parcheggio interrato di 250 posti). Ma l'amministratore delegato e socio di «Santa Benessere» Giandomenico Bandera non si dà per vinto: «Massimo rispetto per il ministro dice però egli stesso ammette di non conoscere il progetto, siamo pronti a dare tutte le informazioni richieste ai rappresentanti liguri del ministero o ad andare a Roma. Intanto, siamo in attesa che si esprimano le istituzioni competenti e solo dopo faremo le nostre valutazioni». A dire la sua dev'essere in prima istanza il Comune e il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando (Pd) è cauto: «Se la proposta arriverà ai nostri uffici la vedremo. Oggi il porticciolo è sostanzialmente sicuro, quindi interventi in tal senso non sono obbligatori. Diventa prioritario l'aspetto ambientale». In più, dice il governatore, la Liguria sta decidendo di imporre uno stop al consumo della costa: «Abbiamo raggiunto 25 mila posti barca, per un bel po' possiamo dire basta». Storia chiusa? Non è detto. «Santa Benessere» ha capitali e conoscenze. L'azionariato è composto dalla società lussemburghese Rochester che fa capo a Gabriele Volpi (presidente della ProRecco di pallanuoto ma soprattutto detentore dell'esclusiva della logistica del petrolio in Nigeria), dall'Union des Banques Suisses, da Andrea Corra-dino presidente di Carispezia, e da Bandera che non nasconde i suoi rapporti con il Vaticano: ed è anche consigliere per gli affari economici del cardinale di Genova Angelo Bagnasco.
LIGURIA - Santa Margherita e il nuovo porto. Il ministro boccia il progetto, Galan: il sito storico non si tocca. Ma la società: andiamo avanti.
A Santa Margherita Ligure, un comitato di cittadini e turisti ha raccolto firme contro il progetto di ampliamento del porto e costruzione di un centro di talassoterapia. Il progetto è stato presentato dalla società Santa Benessere spa e ha suscitato polemiche tra i cittadini e le istituzioni locali. Il ministro ai Beni culturali ha espresso la necessità di mantenere intatta la conformazione storica del porto e ha potenzialmente bloccato il progetto. L'amministratore delegato di Santa Benessere ha affermato di non conoscere il progetto e di essere disposto a fornire informazioni. Il Comune e la Regione Liguria stanno ancora valutando il progetto e l'aspetto ambientale è diventato prioritario.
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