Una domenica all'ora di pranzo sotto la canicola: pub e ristoranti chiusi, negozi e musei off limits Ancona Serrande abbassate, bar e ristoranti a meno di mezzo servizio e musei in pausa pranzo. Un'accoglienza non certo vivace quella riservata ai tanti turisti "per caso" che in questi giorni si ritrovano ad affollare le vie del centro di Ancona: proprio durante la domenica, giorno in cui confluiscono i croceristi e i passeggeri dei traghetti in transito, la città diventa un deserto, lasciando al malcapitato visitatore improvvisato ben poche chance di trascorrere in maniera gradevole le ore di attesa sotto il solleone. Abbiamo provato a seguire i passi di chi, appena sbarcato o in procinto di salpare, si avventura lungo le strade cittadine in attesa di riprendere il viaggio: il quadro che emerge, purtroppo, non ci rende molto onore. Il nostro esperimento si svolge tra mezzogiorno e l'una, orario in cui molti viaggiatori si avventurano nel centro storico alla ricerca di svago e ristorazione. Il lungo periplo delle occasioni mancate inizia, ovviamente, al porto, crocevia, ogni estate, di decine di migliaia di persone: qui, ma ormai non è una novità, c'è ben poco da vedere, fatta eccezione, ovviamente, per l'Arco di Traiano, monumento mal segnalato che rischia di perdersi tra le mastodontiche infrastrutture portuali. Il richiamo delle chiese e degli edifici storici in bella vista, allora, ci consiglia di proseguire l'itinerario, addentrandoci nella città vera e propria, dove ad attenderci, però, c'è davvero poco. Basta dare un'occhiata all'isola pedonale, dove su oltre duecento negozi solo una quindicina scarsa non ha la serranda abbassata: è vero, siamo in periodo di ferie, ma l'espressione di delusione stampata in faccia al nostro turista per caso, costretto a dover ammirare solo le vetrine, la dice lunga su cosa, invece, si aspettava di trovare. Verso l'ora di pranzo, poi, la serrata diventa totale, e così addio shopping. Non è migliore l'accoglienza dei locali: si contano sulle dita di una mano i bar e i ristoranti in servizio, al punto che frotte di turisti si ritrovano a doversi accalcare nei pochi esercizi aperti per non digiunare. Non aiuta, certamente, il gran caldo di questi giorni: la pesante cappa di afa dimezza le energie degli avventurieri, che si abbandonano così a lunghe soste all'ombra. Anche Piazza del Papa, passaggio obbligato del turista per caso, si presenta come un deserto: su sette locali, neanche uno aperto, così come i negozi. In una situazione così desolante, aggiungiamo la necessità di trovare una farmacia: tutte chiuse quelle della Spina dei Corsi, mentre l'unica di turno in città, ieri mattina, era quella di Corso Amendola, zona non proprio frequentata dai viaggiatori. Il nostro turista, finora un po' indispettito, cerca allora di scoprire le ricchezze culturali della città: la sua ricerca, in questo caso, sarà più fruttuosa, anche se le sue aspettative saranno frustrate da orari poco confortevoli. Verso l'una, infatti, termina l'orario mattutino di tre dei principali contenitori culturali, ovvero il Muso della Città, la Pinacoteca e il Museo Diocesano, i quali riapriranno i battenti solo a pomeriggio inoltrato: un vero peccato per chi, trovandosi in prossimità dell'ora di chiusura, dovrà per forza scegliere solo una di queste tre proposte. Fa eccezione, per fortuna, il Museo Archeologico, aperto tutto il giorno, mentre il Duomo di San Ciriaco continua ad essere la principale meta cittadina: peccato che non sia così anche per le altre chiese storiche, delle quali il nostro turista per caso ha potuto solo ammirare le imponenti facciate, mentre l'Anfiteatro continua a negarsi nonostante il fascino. A questo punto, dunque, rimane ben poco da fare, tranne che sperare nell'inaspettato. È quanto successo ad un gruppo di croceristi francesi che, ieri mattina, si sono accodati alle prove generali della Via Crucis del prossimo 6 settembre: i transalpini, incuriositi dalla sfilata in costume che risaliva le pendici del Guasco, hanno partecipato con entusiasmo alla cerimonia, interpretando anche qualche personaggio secondario. Per loro, la giornata di ieri sarà più gradevole da ricordare rispetto a quella del nostro turista per caso, alle prese con una città che, tra serrande abbassate e orari miopi, ha perso l'occasione per mostrarsi al meglio. lunedì, 22 agosto 2011
ANCONA - Turisti per caso nella città fantasma
Ancona, il 22 agosto 2011. Una domenica sull'orlo del caldo, i turisti "per caso" si ritrovano ad affollare le vie del centro storico, ma la città è deserta. I pub e ristoranti sono chiusi, i negozi e i musei sono in pausa pranzo. Solo il Museo Archeologico è aperto tutto il giorno. I turisti devono ammirare solo le vetrine dei negozi e dei bar. La città è desolante, con solo pochi esercizi aperti per i turisti. Anche la ricerca di una farmacia è difficile. I musei culturali sono chiusi per l'orario mattutino, ma si aprono di nuovo a pomeriggio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo