E' il progetto dell'Archeoclub che conta in questo modo di trovare anche la sede per il Lisippo Fano Rispetto alle altre città delle Marche e soprattutto nel confronto con le vicine località della Romagna, Fano ha un'attrattiva turistica in più: oltre al mare e quindi all'attività balneare, possiede un centro storico ricco di aree archeologiche che costituiscono sempre più un motivo di interesse per chi si sente attratto dalle caratteristiche storico-culturali di una città. Custodi di tale patrimonio che risale all'epoca romana, sono i volontari dell'Archeoclub di Fano, i quali gestiscono tanto l'area ipogea di Sant'Agostino, quanto quella in cui si trovano i resti dell'anfiteatro, in corso Matteotti e durante le visite guidate conducono i turisti a visitare anche i sotterranei della Memo, dove si trova un edificio storico, la cui identità deve essere ancora accertata. All'appello manca un'area importante, quella del teatro romano, iniziato a scavare una decina di anni fa e ancora oggi abbandonato. "Abbiamo sviscerato tale problematica durante uno dei nostri incontri pubblici del giovedì - afferma il presidente dell'Archeoclub di Fano Piergiorgio Budassi - in cui rileggiamo l'opera di Vitruvio, ponendo dei riferimenti alle strutture antiche che ancora oggi esistono nella nostra città. In questa occasione abbiamo mostrato anche un plastico realizzato dall'architetto Caterina Del Bianco che mostreremo di nuovo durante le aperture (eccezionali) della chiesa di sant'Agostino sabato e domenica prossima. La nostra posizione è chiara: il teatro romano è stato realizzato nell'antichità in una zona pubblica non molto lontana dal foro, e pubblica deve rimanere. Non devono essere realizzati nuovi appartamenti né tanto meno nuovi condomini. Se così fosse ripeteremmo l'errore compiuto con l'anfiteatro che, sepolto, in un seminterrato, grida vendetta". Completati dunque gli scavi, come potrebbe essere valorizzata l'area? "Il nostro progetto comprende la realizzazione di un museo dedicato all'epoca romana, anche nella prospettiva del ritorno della statua del Lisippo che, inserito in una vera area archeologica, rispetto alla fasulla ricostruzione della villa dei Papiri in cui si trova oggi nel museo di Malibù, troverebbe certamente una migliore collocazione: un museo, inoltre, dedicato all'opera di Vitruvio, che sarebbe unico al mondo. Il progetto è pienamente sostenuto dal Centro Studi Vitruviani, cui l'archeoclub aderisce". La situazione del teatro romano è in stallo da molto tempo. Si attende ancora oggi il parere della Soprintendenza alla richiesta della ditta proprietaria dell'area di costruire nuovi appartamenti. Sieti fiduciosi su una risposta che si intoni con le vostre aspettative? "Siamo in trepida attesa, noi tutti ci auguriamo che la risposta al progetto di costruire sia negativa, ma notiamo a questo proposito uno scarso sostegno da parte delle istituzioni locali le quali più che intente a liberare l'area da ogni incongrua costruzione ci sembrano intenzionate a lavarsi le mani affidando tutto alla Soprintendenza. Noi ci aspettiamo qualcosa di più". lunedì, 22 agosto 2011