A Monreale non vogliono più sentire chiacchiere. Bisogna passare ai fatti dopo lo «scivolamento» ... Monreale. A Monreale di parole in libertà non se ne può proprio più, 14 anni di chiacchiere sono veramente troppi. Dopo i patemi iniziali,quando si credeva che i danni causati dal cedimento delle tegole del Dormitorio potessero essere ben più gravi, continuano ad inseguirsi proclami, promesse e polemiche, tutte cose che servono a ben poco per conservare il prezioso patrimonio tramandatoci dai Normanni circa mille anni fa. La solidità architettonica degli edifici che costruirono a Monreale è tale che sarebbe stato sufficiente non fare danni per mantenerli, ma neanche questo siamo riusciti a fare. Così 50 miliardi di lire, soldi pubblici di provenienza comunitaria, spesi per il restauro del complesso monumentale sono finiti alle ortiche. È di ieri l'ultimo intervento sulla vicenda del vicesindaco Salvino Caputo che ha ricordato i suoi ripetuti appelli per la riapertura del Dormitorio, abbandonato all'incuria da oltre un decennio. Ma i colpevoli di tutto ciò dove sono? Perche nessuno si interroga su chi abbia sbagliato nel non prevedere in modo adeguato l'impianto antincendio, vanificando l'oneroso intervento di restauro? Come al solito, i responsabili non vengono chiamati in causa per pagare il danno arrecato alla collettività. Adesso, in tempi di vacche magre, si disquisisce intorno alla quasi impossibilità di trovare 250 mila euro per riaprire il sito e renderlo produttivo, a quel punto le risorse per la sua manutenzione non sarebbero più un problema. Intanto, però, bisogna intervenire, in modo immediato, sulle tegole del tetto e magari prevenire che qualcosa del genere, o anche più grave, accada altrove. Caputo, che è anche presidente della commissione regionale Attività produttive, ha convocato un'audizione con l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo e il sindaco di Monreale Filippo Di Matteo «per sapere - si legge in una nota - il giorno e l'ora precisa in cui inizieranno i lavori, per attivare le procedure che possano servire a rendere fruibile il sito e, nello stesso tempo, intervenire per tutelare le restanti parti del complesso». Il tutto sarebbe più credibile se ci dicessero anche chi ha sbagliato e perché, l'individuazione di uno o più responsabili contribuirebbe a prevenire il ripetersi di tali paradossi. Maria Modica 20082011
MONREALE. Dopo lo scivolamento del tetto dell'ex Dormitorio ci s'interroga ancora. Chi sono i responsabili del dissesto?
A Monreale, il complesso monumentale di Santa Maria la Nova è stato abbandonato all'incuria per oltre un decennio. I lavori di restauro, finanziati con 50 miliardi di lire, sono stati vanificati a causa di un impianto antincendio non previsto. Il vicesindaco Salvino Caputo ha ricordato i suoi appelli per la riapertura del Dormitorio e ha convocato un'audizione con l'assessore regionale ai Beni culturali e il sindaco di Monreale per sapere quando inizieranno i lavori. Il problema è che non si conosce chi sia stato responsabile dell'impianto antincendio non previsto e non si sa chi abbia sbagliato nel non prevedere tale impianto.
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