Palermo. Ancora qualche giorno e "L'Annunciazione", suggestivo dipinto seicentesco trafugato sette anni fa in una chiesa di Piazza Armerina, sarebbe stato frazionato in più partì per consentire una migliore collocazione nel mondo dei mercanti d'arte e dei collezionisti. La singolare circostanza è emersa nell'ambito dell'operazione "Ecclesia" dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo che hanno recuperato dipinti, marmi, candelieri e statue di pregevole fattura trafugate tra la Sicilia ed il Piemonte negli ultimi anni. L'intervento dei militari, presso un restauratore di Messina, ha sventato lo smantellamento del prezioso dipinto di scuola siciliana, datato 1600, e trafugato dalla chiesa di San Pietro, a Piazza Armerina (Enna), il 24 dicembre del 1997. Con una tecnica minuziosa, il restauratore aveva già sezionato il dipinto, grande 2 metro per 10 e largo 1 metro per 49, secondo una serie di figuranti. E così, nel mercato clandestino sarebbero finiti "spicchi" di tela tagliata e raffigurante un santo, una santa, la Madonna ed altro ancora. Dalla tela trafugata, in definitiva, sarebbero state tirate fuori ben sei opere d'arte da inserire negli affari illeciti. In questa maniera, avevano pensato gli organizzatori dell'illecito, avrebbero evitato le ricerche delle forze dell'ordine. «Non ci sarebbero riusciti - ha detto il capitano Giuseppe Marseglia, comandante del Nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo - perché grazie alle nostre tecniche d'indagine e alla conoscenza dei nostri uomini nel campo delle opere d'arte rubate e da ricercare, avremmo localizzato l'origine dei dipinti sezionati». Sia l'Annunciazione" che "San Francesco Benedicente" sono stati trovati nel mercato dell' antiquariato di Messina. Nell'ambito della stessa indagine i militari hanno recuperato lampadari e sculture risalenti al XVIII secolo che erano stati rubati nel Palermitano, due dipinti del 1700 trafugati in Piemonte e ritrovati a Catania e una statua lignea del XVII secolo rubata a Trapani e recuperata in casa di un professionista. I militari hanno effettuato perquisizioni in diverse città della Sicilia (Palermo, Enna, Messina, Catania, Trapani). L'indagine dei carabinieri si è sviluppata anche a Catania dove gli investigatori del Nucleo tutela patrimonio culturale hanno localizzato due "ovali" (olio su tela) risalenti al XVIII secolo e che erano stati rubati in un istituto religioso per anziani dì Carmagnola (Torino). Le due opere d'arte sono state rintracciate alle Ciminiere, in occasione della manifestazione "Catania Antiqua": si tratta un San Gemiamo e di una Immacolata concezione (entrambi 100x72) per i quali è stato denunciato per ricettazione un antiquario residente a Pescasseroli (in Abruzzo). In un albergo di Palermo, invece, i carabinieri hanno trovato due lampadari risalenti al XVIII secolo e trafugati nel febbraio del 1998 dalla chiesa di San Giovanni Battista di Ciminna (Palermo). La direzione dell'albergo ha affermato che i due lampadari sono stati acquistati secondo i tradizionali canali dell'antiquariato ma, evidentemente, si sarebbe trattato di «incauto acquisto» se è vero, come è vero, che i carabinieri stanno procedendo contro ignoti per il reato di ricettazione. In casa di un professionista di Trapani, invece, è stata trovata la statua lignea di Sant'Apollonia, trafugata tanti anni fa dalla chiesa trapanese dei Cappuccini. Sino all'1 gennaio del 1991 quell'opera si trovava al suo posto, come hanno accertato i carabinieri che hanno acquisito la foto di un battesimo celebratosi quel giorno: tra i parenti del bimbo si intravede la statua.