I ministri della Semplificazione, Roberto Calderoli (a sinistra), e dellEconomia, Giulio Tremonti Roma. Caserme e uffici pubblici nel mirino: tra le ipotesi, nel "cantiere manovra" ci sarebbero anche possibili nuove dismissioni del patrimonio pubblico. La misura potrebbe essere giocata durante l'iter parlamentare come ultima carta se saranno necessarie nuove risorse. La necessità di venire incontro alle famiglie, anche dopo le parole pronunciate dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, potrebbe essere una delle esigenze. Ma resta anche tutta la questione degli enti locali, ancora sul piede di guerra. Sulle pensioni invece si tratterebbe, perché una nuova stretta porterebbe entrate strutturali e non solo "una tantum" come nel caso della vendita di immobili pubblici o nella riedizione, a questo punto assai improbabile, di uno scudo fiscale bis. È il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ad indicare alcuni temi sui quali avviare «una seria riflessione». Tra questi, appunto, anche il quoziente familiare e la vendita di una quota di immobili statali. La possibile vendita di caserme e uffici pubblici sarebbe già allo studio, riferiscono fonti di maggioranza, e tecnicamente il veicolo per fare queste operazioni potrebbe essere Fintecna, alla quale potrebbe passare una quota di immobili in cambio di liquidità immediata. Sull'entità di una eventuale operazione di vendite non trapelano cifre, ma è evidente che su un patrimonio di oltre 500 miliardi di euro, anche una piccola quota in questo momento darebbe fiato al governo per ammorbidire alcune delle misure della manovra che non piacciono. E poi c'è da considerare che, a parte le caserme, tutti gli uffici della pubblica amministrazione vedranno un ridimensionamento e dunque sarebbe possibile valorizzare le sedi. Tra le misure più criticate resta il contributo solidarietà per i redditi oltre i 90.000 euro, perché da più voci si chiede un alleggerimento per i contribuenti che hanno famiglia a carico. Per il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, «il quoziente familiare va bene, può lenire la ferita, ma non basta. Invece la tassa di solidarietà va cancellata perché massacra il ceto medio». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega per le Politiche della famiglia, Carlo Giovanardi, intanto ha già annunciato un emendamento per inserire nella misura un'attenzione alla famiglia. Abbassare la soglia del prelievo del contributo di solidarietà a 80.000 euro per chi non ha figli a carico, per esentare dal pagamento le famiglie numerose. Questa in sintesi la proposta di modifica per non colpire i contribuenti con tre o più figli, esentandoli del tutto dal contributo per un reddito inferiore ai 150.000 euro, e applicando agli importi superiori a tale soglia soltanto un'aliquota del 5 per cento Sulla previdenza arriva lo stop del ministro leghista Roberto Calderoli: «Non c'è alcuna apertura, le pensioni stanno bene come stanno», dice. Ma da ambienti di maggioranza trapela che sulle questioni anzianità ed età delle donne la partita sarebbe invece ancora aperta. Calderoli ha anche parlato degli enti locali sottolineando che «qualunque proposta migliorativa sarà portata avanti». La Lega resta poi legata all'idea dell'anticipo del trattamento di fine rapporto in busta paga perché, fa notare sempre Calderoli, «c'è la necessità di garantire un potere d'acquisto ai cittadini». Sempre fortemente critico, Guido Crosetto del Pdl per il quale «questa manovra è un male, non un'opportunità». E sempre Crosetto sostiene che «le Camere cambieranno la manovra con la scure, non con il bisturi». L'Idv, invece, con il proprio capogruppo al Senato, Felice Belisario, preannuncia «un emendamento alla manovra per salvare le feste civili ed impedire al governo di sacrificarne il valore storico, sociale e culturale per tappare le falle di una politica economica disastrosa». Intanto a Palazzo Madama è l'ultimo weekend di riflessione. Da martedì partirà l'esame alla Commissione Bilancio del Senato. Relatore è lo stesso presidente Antonio Azzollini del Pdl. Manuela Tulli 20082011 LA SICILIA