20-08-2011 ROMA. Caserme e uffici pubblici nel mirino: tra le ipotesi, nel 'cantiere' manovra ci sarebbero anche possibili nuove dismissioni del patrimonio pubblico. La misura potrebbe essere giocata durante l'iter parlamentare come ultima carta se saranno necessarie nuove risorse. La necessità di venire incontro alle famiglie, anche dopo le parole pronunciate dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, potrebbe essere una delle esigenze. Ma resta anche tutta la questione degli enti locali, ancora sul piede di guerra. Sulle pensioni invece si tratterebbe, perché una nuova stretta porterebbe entrate strutturali e non solo 'una tantum' come nel caso della vendita di immobili pubblici o nella riedizione di uno scudo fiscale bis. E' il capogruppo della Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto d indicare alcuni temi sui quali avviare "una seria riflessione". Tra questi anche il quoziente familiare e la vendita di una quota di immobili statali. La possibile vendita di caserme e uffici pubblici sarebbe già allo studio, riferiscono fonti di maggioranza, e tecnicamente il veicolo per fare queste operazioni potrebbe essere Fintecna, alla quale potrebbe passare una quota di immobili in cambio di liquidità immediata. Sull'entità di una eventuale operazione di vendite non trapelano cifre, ma è evidente che su un patrimonio di oltre 500 miliardi di euro, anche una piccola quota in questo momento darebbe fiato al governo per ammorbidire alcune delle misure della manovra che non piacciono. E poi c'é da considerare che, a parte le caserme, tutti gli uffici della pubblica amministrazione vedranno un ridimensionamento e dunque sarebbe possibile valorizzare le sedi. Tra le misure più criticate resta il contributo solidarietà per i redditi oltre i 90.000 euro, perché da più voci si chiede una alleggerimento per i contribuenti che hanno famiglia a carico. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per le politiche della famiglia, Carlo Giovanardi, ha già annunciato un emendamento per inserire nella misura un'attenzione alla famiglia. Abbassare la soglia del prelievo del contributo di solidarietà a 80.000 euro per chi non ha figli a carico, per esentare dal pagamento le famiglie numerose. Questa in sintesi la proposta di modifica per non colpire i contribuenti con tre o più figli, esentandoli del tutto dal contributo per un reddito inferiore ai 150.000 euro, e applicando agli importi superiori a tale soglia soltanto un'aliquota del 5. Sulle pensioni invece arriva lo stop del ministro leghista Roberto Calderoli, anche se da ambienti di maggioranza trapela che sulle questioni anzianità ed età delle donne la partita sarebbe invece ancora aperta. Calderoli ha anche parlato degli enti locali sottolineando che "qualunque proposta migliorativa sarà portata avanti". La Lega resta poi legata all'idea dell'anticipo del tfr in busta paga perché, fa notare sempre Calderoli, "c'é la necessità di garantire un potere d'acquisto ai cittadini". Sempre fortemente critico, Guido Crosetto del Pdl preannuncia che "le Camere cambieranno la manovra con la scure, non con il bisturi". Intanto al Senato è l'ultimo week-end di riflessione. Da martedì partirà l'esame alla Commissione Bilancio del Senato. Relatore è lo stesso presidente Antonio Azzollini del Pdl. -- Manovra. Berlusconi insiste sull'Iva e resta il veto della Lega sulle pensioni ROMA. "Alla fine, a parte qualche modifica, la manovra in Parlamento cambierà poco". La previsione di un ministro del Pdl sembra rafforzare l'impressione che i veti incrociati all'interno della maggioranza rendano molto difficili stravolgimenti al testo varato dal governo il 12 agosto. Perlomeno nel passaggio parlamentare. La Lega ribadisce il suo 'niet' a qualsivoglia modifica del sistema pensionistico; mentre il veto di Giulio Tremonti impedisce che l'aumento dell'Iva, caldeggiato da Silvio Berlusconi, entri ora in manovra. Anche se il presidente del Consiglio non demordere e spera di farlo "entro l'anno", inserendo un incremento di uno-due punti nella delega fiscale. L'impressione, però, al momento è quella di uno stallo, con i protagonisti arroccati sulle proprie posizioni. Spetta a Fabrizio Cicchitto arginare la volontà di modifica dei frondisti del Pdl, stilando la lista delle materie su cui è possibile una "seria riflessione" in Parlamento: contributo di solidarietà, quoziente familiare, scudo fiscale, dismissione di immobili pubblici, eliminazione del blocco delle liquidazioni dei dipendenti pubblici. Non una parola su pensioni o sull'imposta di valore aggiunto. Si potrà discutere, invece, su come vendere caserme e uffici pubblici (pare attraverso Fintecna) per fare cassa e alleggerire i tagli a enti locali e ministeri, che portano sulle spalle il grosso della manovra (12 miliardi nel solo 2012). Il capogruppo pidiellino conferma pure che sul tavolo, nonostante le smentite di ieri, resta l'ipotesi di un nuovo condono fiscale. Anche se, raccontano, lo stesso Tremonti (inizialmente non contrario) ritenga che il gioco (introiti) non valga la candela (politica). Cicchitto ribadisce infine che il contributo di solidarietà potrà essere alleggerito per chi ha familiari a carico, ma è un ritocco che ormai quasi tutti, nella maggioranza, danno per scontato. A maggior ragione dopo l'ammonimento del presidente dei vescovi italiani, Angelo Bagnasco, sulla necessità di "considerare la famiglia come un ganglio vitale" per l'economia del Paese. tanto che Maurizio Lupi, lo rassicura sul fatto che si terrà conto del suo richiamo. C'é poi Berlusconi che, nonostante il no leghista, insiste su una diversa razionalizzazione delle province visto che l'attuale criterio gli sembra confuso oltre che demagogico. Al di là di questo, però, non sembrano esservi all'orizzonte grandi stravolgimenti. Del resto Tremonti reputa ottimale la manovra così com'é e sta facendo di tutto per non modificarla. Eppure, nella stessa maggioranza, non c'é giorno in cui non si levino voci che chiedono cambiamenti. Ma sono migliorie che vanno nel senso opposto: il 'frondista' pidiellino Guido Crosetto, che definisce "arrogante" il ministro dell'Economia, insiste sulle pensioni, mentre il leghista 'maroniano' Flavio Tosi si oppone chiedendo semmai una 'patrimoniale'. Sul fronte pensionistico, insomma, il pressing sul Carrocio al momento non sembra dare i frutti sperati. "Non c'é alcuna apertura, le pensioni stanno bene come stanno", dice chiaro e tondo Roberto Calderoli, reduce dalla cena con Tremonti e Bossi per il compleanno del professore. Certo, le cose potrebbero cambiare durante la segreteria politica del Carroccio convocata per lunedì, visto che gli amministratori locali sono sul piede di guerra e Roberto Maroni, che ha nei sindaci e negli amministratori territoriali gran parte della sua base all'interno del partito, potrebbe spingere per trovare risorse alternative. Ma le parole del sindaco di Verona, molto vicino al ministro dell'Interno, sembrano raffreddare gli entusiasmi di quanti, nel Pdl, speravano nella sponda di 'Bobo' per convincere il Senatur. Resta aperto però il nodo dei tagli, visto che gran parte della manovra sul 2012 pesa proprio su enti locali e ministeri. E' Calderoli stesso a riconoscerlo chiedendo "attenzione dalla maggioranza e dall'opposizione" su un fronte che resta rovente, come dimostra la manifestazione convocata dall'Anci per il 29 agosto. Intanto, oltre alle critiche delle opposizioni, arriva una nuova bocciatura da Luca Cordero di Montezemolo che, tramite la sua fondazione, presenta una 'contro-manovra' in dieci punti: dalla patrimoniale dello 0,5 per i capitali superiori ai 10 milioni alla riforma delle pensioni; dalla soppressione delle province a un contratto di lavoro unico.
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20 Agosto 2011
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