CHIUSI Non sono molte le occasioni per parlare degli edifici storici che in Italia ospitano i Musei. Tale e tanto è il nostro patrimonio, da aver occupato negli anni ex conventi, ex monasteri, ex chiese, ex caserme. Una sete inesausta di spazi che spesso si è estesa a magazzini, cantine, sotterranei per custodire, almeno, quello che non si riesce ad esporre. Per fortuna ci sono delle eccezioni. A Chiusi, antica capitale di una Etruria mitica, la città del Re Porsenna che qualche grattacapo lo ha dato alla nascente potenza romana, c'è un Museo archeologico di grande importanza. Domani l'edificio con facciata neoclassica, che lo ospita, compie no anni: venne realizzato su progetto dell'architetto senese Giuseppe Partir e inaugurato il 22 agosto 1901. È un raro esempio di come si poteva immaginare un edificio adibito a Museo, in un'Italia a cavallo tra Ottocento e Novecento che aveva pochi denari (come ora) e pochi cultori del tema (sempre più di adesso). Vale la pena andare a visitarlo, ritrovare la forza delle colonne e l'ambizione degli spazi, suddivisi per ospitare le collezioni seguendo l'ordine di ritrovamento. Una serie di controsoffitti necessari alla buona manutenzione ci impedisce oggi di coglierne forse la novità più interessante per l'epoca, una serie di lucernari cui era affidato il compito di «ammordire» la luce sui reperti. Quell'edificio ha 110 anni ma il Museo ne ha molti di più e anche questo - fatte salve le grandi istituzioni italiane - non è affatto scontato. A Chiusi si cominciò a parlare di riunire la raccolta di materiali scavati in un'area ricchissima di reperti (basti pensare alle straordinarie tombe che si trovano sul suo territorio), fin dagli anni Trenta dell'800. Una Commissione Archeologica venne istituita nel 1860. Ma solo 1871, si avrà la spinta decisiva per la costituzione del Museo Etrusco, poche stanze in via Mecenate, chiamate a trattenere quel che si poteva dalla razzia dei grandi musei stranieri. Certo, bisognerà poi aspettare il 1963 perché il Museo Civico Etrusco diventasse, con legge dello Stato, Museo Nazionale Etrusco di Chiusi. Per i no annidi questo raro edificio, la Soprintendenza ha deciso di allestire una mostra che racconta questo percorso, dai ritrovamenti al progetto di Museo. Le belle idee non costano e producono spesso una ricchezza che va al di là del denaro. Sono quasi due secoli che Chiusi lo ricorda a chi vuol sentire.