Leggo sui giornali del nuovo rischio dl chiusura per l'Accademia della Crusca. Infatti, nella manovra proposta dal governo gli Enti sotto 170 dipendenti saranno cancellati. Nel 1612 gli Accademici della Crusca completarono la prima edizione dell'Importante Vocabolario della Lingua italiana, una storica impresa iniziata nel 1590. I primi autori analizzati e spogliati furono il Dante della Commedia, il Boccaccio dei Decameron e il Petrarca del Canzoniere . Ma qual è oggi l'attualità e il senso dell'esistenza dell'Accademia della Crusca? Perché i contribuenti italiani dovrebbero accettare di essere tassati per tenere in vita la voce di bilancio (francamente misera per il bilancio statale, circa 190.000 euro all'anno) di un Ente che realizzò un tempo un' opera di cui oggi si stenta a comprendere il senso o almeno l'utilità? Oltre all'evidente senso del necessario dialogo tra generazioni linguistiche e culturali (nazionali!) oggi l'Accademia è anche un laboratorio in fieri di progetti, progetti accademici e didattici, per le Università e per le Scuole. L'Accademia ha inoltre costituito insieme ad altri Enti linguistici la Federazione Europea delle Istituzioni Linguistiche Nazionali. A questa federazione partecipano Accademie e Istituti di lingua di 14 Paesi dell'Unione Europea. Ne fanno parte per l'Italia solo l'Accademia della Crusca e l'Opera del Vocabolario Italiano. L'Accademia della Crusca ci ripropone come affrontare storicamente (dunque per guardare al futuro) la nostra storia linguistica, culturale e perciò nazionale ed europea Ma anche la nostra lingua in sé, come strumento dl comunicazione. Veniamo ai numeri. A quanto leggo nella manovra proposta dal governo gli Enti sotto 170 dipendenti saranno cancellati. Ancora una volta così l'esecutivo dà lezioni di calcolo e ragioneria, ma dimostra la sua incapacità di gestione, trasformazione e funzionalizzazione del Bilancio dello Stato. Se proprio non è possibile allo Stato stanziare questi 190.000 euro annui (semmai andrebbe capito come e dove vengono spesi, prima dl tutto, da tutti gli Enti di ricerca e culturali tali fondi, sopra e sotto i 70 dipendenti), allora qualcuno dovrà farsene carico, rimandare le responsabilità dello Stato ad un altro momento, così evidenziandole. Altrimenti, viene da sè, l'Accademia chiuderà o, almeno, ridurrà - sino alla semplice formale «esistenza» - la propria attività. Io credo che i docenti ordinari di Sto-ria della Lingua, Filologia e Letteratura italiana debbano assumersi davanti alla storia e al futuro del Paese questa importante responsabilità. Potrebbero autotassarsi su base volontaria. Non ho purtroppo trovato un elenco degli ordinari dl queste discipline, ma se il numero fosse di almeno 190 docenti, questi dovrebbero contribuire con circa 83 euro al mese. A quanto ne so (ma non ho modo di controllare) un docente a inizio carriera guadagna intorno alle 4300 euro lorde, 8200 euro dopo 28 anni di servizio. So bene che, come molti, lo sfacelo dei conti italiani e della crisi mondiale si ripercuoterà anche sulle tasse di questi docenti e sulle loro famiglie. E non voglio fare i conti in tasca a nessuno. Ma insieme all'indignazione (poiché «Indignarsi non basta», come felicemente scrive in un libro Pietro Ingrao), serve un farsi carico di responsabilità e moralità, tanto maggiori quanto minore è il senso di responsabilità di chi governa. E poi servirà un nuovo governo che ripensi e riorganizzi la cultura in questo Paese. Ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte. Anch'io (dottorando di ricerca non borsista e lavoratore precario) sono ovviamente disponibile a contribuire in misura delle mie forze economiche. Non possiamo semplicemente dire «Piove, governo ladro!».
Come salvare la Crusca
L'Accademia della Crusca, fondata nel 1612, ha completato la prima edizione del Vocabolario della Lingua italiana nel 1612. Oggi, il governo propone di cancellare gli Enti sotto 170 dipendenti, tra cui quelli dell'Accademia, che hanno un bilancio annuo di circa 190.000 euro. L'autore sostiene che l'Accademia è ancora utile per il dialogo tra generazioni linguistiche e culturali e per la ricerca linguistica e didattica. Inoltre, l'Accademia è parte della Federazione Europea delle Istituzioni Linguistiche Nazionali, che comprende Accademie e Istituti di lingua di 14 Paesi dell'Unione Europea.
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