Bruciano alcuni infissi nella storica dimora nobiliare ormai in rovina. Torna l'allarme per le ville del Miglio d'oro Il sindaco: «Ho avvisato la Regione per questa situazione di degrado ma non ci sono fondi» Portici, l'edificio cade a pezzi ed è rifugio di extracomunitari. Le fiamme dopo un bivacco PORTICI. Ancora fiamme a villa d'Elboeuf, la splendida dimora storica che si affaccia sul porto del Granatello. Un incendio, per fortuna subito domato dai vigili del fuoco, si è sviluppato all'interno del palazzo, ormai in completo stato di abbandono. Le fiamme sono partite da alcuni infissi abbandonati all'interno di uno degli appartamenti della villa. Il fumo che usciva dalle finestre ha fatto subito scattare l'allarme. Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di Ponticelli e gli agenti della polizia municipale coordinati dal tenente Emiliano Nacar. L'incendio è stato subito circoscritto dai vigili del fuoco che sono così riusciti a limitare i danni alla struttura. Sono in corso ora accertamenti da parte del commissariato di polizia per risalire alle cause del rogo. Pare da escludersi, al momento, la pista del dolo. Più accreditata l'ipotesi di un incidente legato ad un falò acceso con ogni probabilità dagli extracomunitari che di notte popolano il palazzo. La brace abbandonata alle prime luci del mattino potrebbe aver raggiunto il legno abbandonato nel palazzo da cui, poi, si sarebbero sviluppate le fiamme. A villa d'Elboeuf, ieri mattina è giunto anche il sindaco, Vincenzo Cuomo, che si è intrattenuto con i vigili del fuoco e la polizia per verificare se vi fossero problemi di staticità e di sicurezza in genere perla dimora storica. «Da tempo ho segnalato tutte le nostre preoccupazioni per il preoccupante stato di abbandono in cui versa questo gioiello d'architetture vesuviana - ha spiegato il sindaco -. Già all'indomani del crollo di villa Lauro Lancellotti, nel marzo scorso, ebbi modo di segnalare al vicepresidente della Giunta regionale, De Mita, la necessità di mettere a punto tutte le iniziative per scongiurare la rovina anche di villa d'Elboeuf. Purtroppo, anche in questo caso - ha aggiunto Cuomo - le vicissitudini legate alle vicende proprietarie rendono complicati e lenti gli interventi di salvaguardia, senza calcolare che l'assoluta mancanza di risorse pubbliche per fronteggiare queste situazioni ci rende impotenti di fronte alla rovina dei nostri palazzi storici». In realtà l'allarme per l'abbandono del palazzo del Granatello risale a diversi anni fa. Dopo il fallimento della lottizzazione della villa, ad opera di una società immobiliare che voleva realizzarne appartamenti di lusso, gli ultimi anni di storia della dimora sono una escalation di guai. Prima il saccheggio ad opera dei vandali, poi le fiamme ed il degrado hanno consegnato nelle mani dell'attuale curatore fallimentare una situazione difficile da gestire. Inutili i tentativi di rimettere l'immobile sul mercato, soprattutto perché qualunque tentativo di recupero dovrebbe necessariamente passare per investimenti milionari che nessuno pare disposto a compiere in questi periodi. Intanto il palazzo resta abbandonato a se stesso, preda facile di vandali ed extracomunitari in cerca di un ricovero notturno. Anche ieri mattina nessun cancello a protezione dell'area, accessibile attraverso il passaggio a livello della linea ferroviaria. I vigili del fuoco, intanto, invieranno al comune nei prossimi giorni un rapporto sull'intervento all'esito del quale potrebbero anche essere avviate verifiche sulla sicurezza statica dell'immobile. Sempre i vigili hanno richiesto alla polizia municipale i riferimenti della proprietà dello stabile per l'eventuale notifica dei provvedimenti d'urgenza per la messa in sicurezza della villa. La storia, il degrado La più bella dimora del '700 abbandonata dalle istituzioni Arrivando a Portici dal mare, si entra in un porto naturale che ha sullo sfondo la figura maestosa del Vesuvio. Ma quello che salta agli occhi, oltre il bel panorama naturale, è un imponente edificio del '700 con una grande scalinata che arriva fin quasi a lambire il mare con gli ultimi gradini. E' Villa d'Elboeuf. Ma man mano che ci si avvicina all'approdo si rimane stupiti e costernati del degrado e dell'abbandono in cui versa l'edificio. Una costruzione con una storia ed un passato dimenticato da molti. Sicuramente dalle istituzioni che ne permettono il degrado. Villa d'Elboeuf fu fatta erigere nel 1711 da Emanuele Maurizio di Lorena, principe d'Elboeuf e nipote di Carlo VI, che diede incarico a Ferdinando Sanfelice di costruirla sulla scogliera del Granatello, creando un complesso in stile tardo barocco unico in Italia. Nel 1716 la villa fu venduta dal principe al Duca di Cannalonga Giacinto Falletti Arcadi e successivamente, nel 1738, Villa d'Elboeuf fu acquistata dai Borbone che la adibirono a dependance della Reggia di Portici. Ferdinando IV fece in seguito, costruire il Bagno della Regina, raro esempio di architettura balneare, ed un viale che dalla Reggia di Portici metteva direttamente in comunicazione con la villa. Poi, con la costruzione della linea ferroviaria, la villa iniziò il suo triste tramonto perdendo anche il parco. E con l'alienazione dei beni dei Borbone, la Villa fu acquistata dalla famiglia Bruno e divisa fra tanti affittuari. Purtroppo oggi Villa d'Elbeouf è diventata solo un rifugio per sbandati e, poco alla volta, con questa opera pregevole patrimonio di tutti, cade a pezzi e scompare anche un po' della nostra Storia. s.b.g.
Il Mattino
20 Agosto 2011
Portici. Allarme Miglio d'oro, in fiamme Villa D'Elboeuf
MA
Maurizio Capozzo
Il Mattino
Il palazzo storico di Villa d'Elboeuf, situato a Portici, è stato colpito da un incendio che ha causato danni significativi. L'edificio, costruito nel 1711, era stato abbandonato e aveva subito un degrado significativo. I vigili del fuoco hanno gestito l'incendio e hanno limitato i danni. L'ipotesi più accreditata è che l'incendio sia stato causato da una brace abbandonata dagli extracomunitari che popolano il palazzo. Il sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo, ha segnalato la situazione di degrado dell'edificio e ha richiesto l'intervento della Regione per la sua salvaguardia.
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