Nel capoluogo toscano è partita il primo luglio. Parla il vicesindaco Dario Nardella FIRENZE - Un volano per le attività culturali. Dall'imposta di soggiorno Firenze ricaverà 20 milione di euro all'anno. La tassa è in vigore da quasi due mesi e i turisti che si sono rifiutati di pagare si contano sulle dita di una mano. Ma ora il Comune pensa già ad ammorbidirla. Ispirandosi, spiega il vicesindaco e assessore al bilancio Dario Nardella, proprio al regolamento di Venezia. Vicesindaco, a Firenze la «tassa di soggiorno» funziona? «Direi di sì, siamo molto soddisfatti. Il primo giorno utile di riscossione è stato il 1 luglio e dalle 26 strutture alberghiere che hanno presentato la dichiarazione il Comune di Firenze ha raccolto oltre 2omila euro. Entro fine anno contiamo di incassare io milioni. Una volta a regime, dal 2012, circa 20 milioni. Spesso i turisti chiedono a che cosa serva davvero l'imposta, ma finora abbiamo avuto solo cinque visitatori, tutti stranieri, che si sono rifiutati di pagare». In questi casi come vi comportate? «Stiamo definendo in questi giorni una procedura adatta. A mio parere l'albergatore dovrebbe essere tenuto a contattare la polizia municipale, che comminerà una sanzione. Di certo l'imprenditore non può pagare al posto del turista, ma neppure non si può lasciare ai turisti la decisione se pagare o meno». A Firenze non c'è stata opposizione da parte degli albergatori? «Certamente, tanto che hanno promosso un ricorso al Tar. Finora le due diverse richieste di sospensiva sono state respinte dai giudici, per cui guardiamo con fiducia alla discussione di merito. Stiamo continuando a dialogare cercando la strada per arrivare ad una soluzione collaborativa. A settembre cercheremo un accordo. Se lo raggiungeremo, può darsi che gli albergatori rinuncino al contenzioso. Inoltre, a differenza di Venezia, va precisato che quasi tutti i Comuni della nostra area, anche piccoli, hanno applicato l'imposta». Quale compromesso proporrete agli albergatori? «Stiamo ragionando su di una maggiore flessibilità dell'imposta. Ad esempio tenendo conto della stagionalità, su modello di quanto avviene a Venezia. Attualmente abbiamo previsto che si debba pagare un euro per ciascuna stella della struttura alberghiera per notte, uno o due euro per campeggi, ostelli e case per ferie». Come impiegherete i soldi? «Abbiamo inserito l'allegato in bilancio che elenca tutte le spese previste: 500mila euro per il maggio musicale fiorentino, due milioni di euro per il trasporto pubblico locale, poi la notte bianca e l'acquisto del Teatro della Pergola. Ma potenzieremo i musei comunali e gli uffici di informazione turistica, la manutenzione del verde pubblico e faremo altri investimenti rivolti al turismo». Firenze e Venezia sono tra le prime città ad applicare l'imposta. C'è stato un confronto? «Gli uffici tecnici sono stati in contatto continuo, tanto che i nostri due regolamenti hanno molte parti in comune, ad esempio l'articolo tre che definisce gli albergatori soggetti "responsabili dell'obbligo tributario"».