Nei cinque piani del torrione sudest sale di consultazione oltre a disegni e collezioni dell'architetto veneziano autore della riorganizzazione museale del castello scaligero. Partiranno tra una settimana i lavori di restauro della torre sud-est di Castelvecchio che sarà. destinata a sezione veronese dell'archivio Carlo Scarpa, l'architetto veneziano che tra 111958 e il 1975 riorganizzò gli spazi del complesso museale che si trova all'interno della struttura costruita da Can-grande II della Scala. L'intervento, che costerà 656mila euro, per metà finanziati dalla Regione, inizierà il 22 agosto e durerà un anno. Le potenzialità delle torri, tra l'altro, erano già state individuate dallo stesso Scarpa nell'intervento di restauro dell'ala orientale rimasto incompiuto ai piani superiori ma completato in tutto il piano terra, compresa l'area di accesso verso piazzetta Arco dei Gavi. Il progetto di restauro è stato redatto dall'ingegner Sergio Menon, dirigente dell'edilizia pubblica del Comune, con la collaborazione dell'architetto Alba Di Lieto della Direzione musei d'arte e monumenti e dell'ingegner Maurizio Cossato dello studio Contec perla parte strutturale. L'intervento riguarda tutti i cinque piani della torre. Nel primo ci sarà uno spazio dedicato alla comunicazione con una postazione multimediale, nel secondo sarà realizzata una saletta di consultazione per studiosi che avranno a disposizione l'archivio fotografico e dei disegni tecnici del museo. Nell'ampio spazio al terzo piano saranno conservati i disegni delle collezioni scarpiane e materiali d'archivio. Al quarto e ultimo piano, a quasi 19 metri d'altezza, saranno sistemati la copertura e la pavimentazione. Tra i merli saranno tese reti protettive per impedire l'accesso ai piccioni. Dall'intervento saranno esclusi il piano terra già restaurato dallo stesso Scarpa e il piano interrato destinato a locale tecnico. Si procederà inoltre al consolidamento dei solai anche con l'utilizzo di fibre di carbonio, al rifacimento dei pavimenti del secondo e terzo piano, ora costituito da un semplice tavolato, al restauro del balconcino esterno, della scala tra il primo e il secondo piano e delle decorazioni parietali risalenti agli anni '20. I nuovi serramenti saranno della stessa tipologia di quelli realizzati dal grande architetto per la torre di nord-est. Per rendere più efficiente l'utilizzo dei locali le scale saranno concentrate su una parete. Infine va ripulita e restaurata anche la muratura esterna della torre, che mostra evidenti segni di degrado. «Le sempre maggiori richieste di consultazione delle collezioni», spiega l'assessore ai lavori pubblici Vittorio Di Dio, «richiedono un ampliamento degli spazi, per questo la torre sud-est è ritenuta sede ideale per l'archivio». Castelvecchio rappresenta una delle principali testimonianze dell'attività museografica dell'architetto veneziano morto nel 1978, accanto alle Gallerie dell'Accademia, al Museo Correre alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia, alla Gipsoteca Canoviana di Possagno e a Palazzo Abatellis di Palermo.