Una camera di piccole dimensioni, 4 metri per 2,5, intatta, corredata con intonaci dipinti, invasa da terriccio nella parte anteriore, mentre la parte posteriore è libera e lascia intravedere dei manufatti che potrebbero essere dei letti funerari o le componenti in pietra di un altare. E quanto si sono trovati davanti gli archeologi dell'Università di Torino e della Soprintendenza all'Etruria Meridionale quando, dopo 2.700 anni, hanno rimosso la grande lastra di pietra che sigillava l'ingresso di una camera secondaria, scoperta nei giorni scorsi, nel cosiddetto Tumulo della Regina, nella necropoli di Tarquinia, in provincia di Viterbo. «Probabilmente - dice il professor Alessandro Mandolesi, direttore degli scavi - quello appena rimosso potrebbe essere l'ultimo grande lastrone in pietra giunto intatto fino a noi. Nei prossimi giorni aggiunge - effettueremo accurate indagini nell'ambiente riportato alla luce, nel quale, al momento, si possono rilevare tracce del raro intonaco originario e altro materiale archeologico». II Tumulo della Regina è un'imponente struttura architettonica di circa 40 metri di diametro, costruita per un personaggio di spicco del VII secolo a.C., vicino alla figura dei re etruschi, i Lucumoni. Il sepolcro si ispira a tombe reali che si ritrovano soltanto nella necropoli regale di Salamina, nell'isola di Cipro. Secondo Mandolesi «è molto probabile che il modello sia stato introdotto in Italia centrale da architetti di formazione orientale, sbarcati a Tarquinia circa 2700 anni fa».
TARQUINIA - Aperta la porta della Regina etrusca. Tarquinia, rimossa dopo 2.700 anni la lastra di pietra della camera nella necropoli
Un gruppo di archeologi dell'Università di Torino e della Soprintendenza all'Etruria Meridionale ha scoperto una camera secondaria nel Tumulo della Regina, una struttura sepolcrale a Tarquinia, in provincia di Viterbo. La camera, di piccole dimensioni, è stata trovata con intonaci dipinti e invasa da terriccio nella parte anteriore. La parte posteriore è libera e lascia intravedere manufatti che potrebbero essere letti funerari o componenti in pietra di un altare. Il professor Alessandro Mandolesi, direttore degli scavi, ritiene che il grande lastrone di pietra rimosso potrebbe essere l'ultimo grande lastrone in pietra giunto intatto fino a noi.
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