Diniego secco del Consiglio comunale alla realizzazione della stazione balneare all'Eloro-Pizzuta i consiglieri comunali in aula Con l'unanimità dei voti dei consiglieri presenti in aula, approvata la mozione riguardante il piano di utilizzo delle aree del demanio marittimo e si è bocciata la costruzione della stazione balneare «Kore beach club» in contrada Eloro Pizzuta. La mozione approvata impone l'adozione di tutti gli strumenti amministrativi, politici e giudiziari, al fine di scongiurare la realizzazione del suddetto stabilimento balneare. Ma anche per una deliberazione tanto importante, non sono mancate alcune note stonate. L'immotivata assenza, al momento del voto, dei consiglieri di Forza del Sud Gianfranco Pintaldi e Giuseppe Trombatore e soprattutto grave, a inizio seduta l'indicazione di vizi procedurali mossa dalla consigliera di «Patto per Noto» Veronica Pennavaria. Secondo la consigliera tali vizi formali potrebbero rendere nulla non solo la seduta del 17 ma anche a quella del 18 in cui si è approvato il Conto consuntivo 2010. A nulla sono valse le spiegazioni del presidente Corrado Figura, della segretaria generale Sebastiana Cartella, e soprattutto le prese di posizione degli altri consiglieri di opposizione Pippo Bosco e Salvo Veneziano, i quali di fronte all'importanza dell'atto in discussione, hanno rinunziato a qualsivoglia discussione procedurale. La Pennavaria dopo le sue ferme proteste ha abbandonato l'aula, precisando di non volersi pronunziare su un argomento esposto all'annullamento. «Si istaura con quest'atto - ha poi affermato fuori dall'aula - un vizio formale e sostanziale non sanabile. L'ulteriore gravità sta nel fatto che un'errata conduzione della seduta consiliare di approvazione del rendiconto finanziario 2010 porterebbe, di fatto, a lasciare l'Amministrazione e la città senza bilancio». Possibilista e propositivo Salvo Veneziano di «Noto nostra». «Il territorio, il consiglio comunale, l'opinione pubblica - sostiene - si sono espressi contro qualsiasi insediamento nella spiaggia di Eloro Pizzuta, sia per l'impatto ambientale sia per la vicinanza alla zona archeologica. La Regione e i suoi organi periferici, ignorando tale orientamento, hanno concesso tutte le autorizzazioni. Occorre mettere in campo le giuste strategie e gli strumenti di legge che confortino le istanze del territorio e su questo ci sarà il contributo dell'opposizione consiliare. E' evidente che bisogna rivedere il piano spiagge per rivedere le quote di privatizzazione che in alcune zone arrivano quasi al cento per cento mentre in altre, come a Calabernardo risultano assolutamente insufficienti». Roberto Nastasi 19082011