«Stessi problemi a San Martino: poco personale a controllare i percorsi, visite accompagnate ogni ora. Siamo all'avanguardia con i sistemi di videosorveglianza, di anti-intrusione ed anti-vandalismo, da migliorare la manutenzione» NAPOLI. Il professor Umberto Bile è il responsabile dei Servizi del Museo di Capodimonte, quando gli si pone il problema della carenza del personale Afav (Assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza) all'interno della pinacoteca, che rende inaccessibile per gran parte della giornata molte sale, non sembra affatto stupito. «Il problema della carenza di organico - dice - è strutturale, ma si acuisce nella stagione estiva. Non l'abbiamo solo noi, al Louvre, per esempio, hanno problemi analoghi. A Napoli, le ultime assunzioni da parte del Ministero dei Beni Culturali risalgono al 2000, quando molti precari, ex Atm, sono stati regolarizzati. Ma sono andati nella quasi totalità a Capodimonte». Come mai, allora, questa crisi estiva che tiene chiusa al pubblico buona parte del museo? «A Capodimonte ci sono 150 dipendenti che coprono 130 stanze. Dovrebbero essere quasi il doppio. Al giubileo del 2000 erano 260. Da allora ne abbiamo persi 90, pensionati che non sono stati rimpiazzati, pur avendo aperto 9 nuove sezioni. Si tratta di una situazione che peggiorerà con l'andare del tempo. O si riduce la vigilanza, oppure si procede a nuove assunzioni». Visite a tempo anche al Museo di San Martino... «Il problema è lo stesso: poco personale a controllare i percorsi, che sono, tra l'altro, più tortuosi e intrecciati dei due lineari di Capodimonte. Il nostro dilemma, all'inizio dell'estate, era se tenere aperto il museo fino alle 14, oppure programmare le visite con l'accompagnamento. Abbiamo scelto la seconda strada, anche in considerazione del fatto che i turisti, ed in particolar modo i croceristi, arrivano in maggioranza dal centro storico proprio nel pomeriggio. Grazie al piano straordinario riusciamo a garantire l'accesso all'80 del patrimonio artistico in esposizione, comprese le mostre stabili del navale, della chiesa e dei giardini. Mentre per le collezioni delle immagini e della memoria sono previste visite accompagnate ogni ora». E le altre gallerie d'arte? «La villa Pignatelli è più facile da gestire per le ridotte dimensioni e il numero più contenuto di visitatori». Qual è lo stato della sicurezza? «Siamo all'avanguardia con i sistemi di videosorveglianza, di anti-intrusione ed anti-vandalismo. Se c'è qualcosa su cui si dovrebbe intervenire, piuttosto, è la manutenzione».
Napoli. Museo di San Martino: Sempre peggio, personale dimezzato
Il Museo di Capodimonte a Napoli ha problemi di personale, con una carenza di dipendenti Afav (Assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza) che rende inaccessibile per gran parte della giornata molte sale. Il problema è strutturale, ma si acuisce nella stagione estiva. Il museo ha 150 dipendenti che coprono 130 stanze, ma dovrebbero essere quasi il doppio. La situazione peggiorerà con l'andare del tempo, oppure si riduce la vigilanza o si procede a nuove assunzioni. Il Museo di San Martino a Napoli ha anche problemi di personale, con poco personale a controllare i percorsi e visite accompagnate ogni ora.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo