Ricerca, stop agli enti ma non alle nomine Gli istituti sono in procinto di chiudere a causa dei tagli alla spesa, però la corsa ai posti chiave non si ferma e il ministero cambia a sorpresa i presidenti Sono una decina gli enti di ricerca che il governo intende sopprimere. Secondo quanto prevede la manovra, gli enti pubblici non economici con meno di 70 dipendenti, ad esclusione degli ordini professionali, federazioni sportive, autorità portuali ed enti parco, verranno soppressi al novantesimo giorno dall'entrata in vigore del decreto del governo. In tutto si tratta di una trentina di enti, compresi anche quelli del ministero dei Beni Culturali come l'Accademia dei Lincei, Scuola Archeologica di Atene ed agli Istituti Storici Italiani. A far gola al ministro Tremonti, non sono tanto i pochi spiccioli di risparmio derivanti dalla loro chiusura o accorpamento, ma il ricchissimo patrimonio immobiliare delle lussuose sedi dove risiedono. Si va dalla principesca Villa Falconieri a Frascati dove ha sede l'Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), 22 dipendenti, appartenuta alla nobiltà romana dei Quintili, Sforza e Francesco Cenci, fino a Villa Sciarra, sette ettari e mezzo alle pendici del Gianicolo, dove risiede l'Istituto Italiano di Studi Germanici (IISG), ente pubblico nazionale di ricerca con appena 5 dipendenti, lasciato in eredità allo Stato italiano dalla vedova del diplomatico americano George Washington Wurts a condizione che ospitasse un centro culturale per «promuovere legami di amicizia tra l'Italia e la Germania«. Ma se gli enti di ricerca stanno per chiudere i battenti, il turnover delle nomine prosegue spedito. Neanche un mese fa il presidente dell'Invalsi si è dimesso, ed il Miur ha da poco nominato un nuovo commissario, Giuseppe Cosentino, con funzioni straordinarie. Il nuovo dirigente, ex capo dipartimento all'interno del ministero dell'Istruzione, è in carica dal luglio di quest'anno fino ad agosto 2012 e sta lavorando al nuovo statuto dell'istituto. Neanche 5 giorni fa, sempre il Miur ha nominato un altro presidente di un altro ente in procinto di chiudere baracca, il Centro studi e ricerche Enrico Fermi (6 dipendenti). Il nuovo capo chiamato a dirigerlo, chissà poi per quanto, è Marialuisa Cifarelli, prof. Ordinario di Fisica Sperimentale all'Univerità degli studi di Bologna che subentra al fisico Antonino Zichichi. Il centro, nato con l'obiettivo di realizzare il più importante centro studi e ricerche sulla scia delle scoperte di Enrico Fermi, il più grande Galileiano del XX secolo, a breve dovrà sloggiare dalla bella palazzina umbertina che svetta sul colle di Piazza del Viminale n.1. Stanno preparando le valigie anche una quarantina di dipendenti dell'Indam (Istituto Nazionale di Alta Matematica) che ha sede presso l'Università degli Studi La Sapienza di Roma, che finiranno accorpati in qualche altra istituzione, non si sa ancora bene dove. Nella lista degli enti di ricerca da sopprimere ci sarebbero anche due strutture che fanno capo al Ministero della Difesa: l'Istituto Elettrotecnico e Radiotelegrafico della R. Marina (IERT) di Livorno nato all'inizio del secolo e con molta probabilità anche il Casd (Centro Alti Studi Difesa) ospitato nel bel edificio rinascimentale di Palazzo Salviati.
Enti di ricerca. Lo scioglimento non blocca le nomine
Il governo italiano ha deciso di sopprimere una trentina di enti di ricerca, tra cui l'Accademia dei Lincei e l'Istituto Italiano di Studi Germanici, a causa dei tagli alla spesa. Gli enti con meno di 70 dipendenti, ad esclusione degli ordini professionali, federazioni sportive, autorità portuali ed enti parco, verranno soppressi al novantesimo giorno dall'entrata in vigore del decreto del governo. Il ministero dei Beni Culturali ha già nominato nuovi presidenti per alcuni enti in procinto di chiudere, come l'Invalsi e il Centro studi e ricerche Enrico Fermi.
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