MONREALE. Nessun crollo. Per fortuna. In un primo momento mercoledì sera si era sparsa la voce nella cittadina che fosse crollato il soffitto dell'abbazia dei Benedettini, ma invece, ieri mattina, dopo un sopralluogo dei periti della Sovrintendenza dei Beni Culturali e dei vigili del fuoco, si è potuto constatare che si è trattato - così come è stato tecnicamente spiegato - dello «scivolamento del manto della copertura» dell'ex Dormitorio dei Benedettini che si affaccia sull'antico chiostro normanno del Duomo. Scivolamento, è stato spiegato, determinato da un eccessivo riscaldamento della guaina posta tra le travi e le tegole, che ha fatto slittare parte di queste lungo gli spioventi. A frenare la corsa - potevano finire giù all'interno del chiostro dove a quell'ora c'erano ancora dei turisti - la grondaia. Per i tecnici bisognerà al più presto montare un apposito ponteggio al fine di verificare la vera entità dei danni. Non a caso si è formata una sorta di «spaccatura» e, se dovessero arrivare le piogge, queste potrebbero infiltrarsi deteriorando l'intero antico immobile che, com'è noto, da quando è stato restaurato nel lontano 1996, è ancora inspiegabilmente chiuso al pubblico perché non si sono trovati in tutti questi lunghissimi 15 anni, i 250mila euro necessari per installare un moderno impianto antincendio. Allo «scivolamento» sono seguite, com'era d'obbligo, le polemiche. Sembra che l'assessore ai Beni culturali stia per disporre un apposito decreto di somma urgenza per riparare i danni. Il sottosegretario ai Beni culturali, Riccardo Villan, ha sottolineato che «il crollo non ha interessato alcuna struttura dell'antica abbazia. Ha comunque assicurato la massima collaborazione e disponibilità del ministero perla tutela di una delle più importanti testimonianze arabo-normanne che il mondo intero di invidia». Il sindaco di Monreale, Filippo Di Matteo, invece, ha sottolineato: «Il nostro interesse è quello di salvaguardare il patrimonio artistico e nello stesso tempo capire e con estrema urgenza la portata del danno e gli interventi da realizzare. Spero che tutto ciò si risolva con la definitiva apertura che attendiamo ormai da troppo tempo». A gettare «benzina sul fuoco» ci pensa il vicesindaco Salvino Caputo: «C'era d'aspettarselo - ha detto -: un monumento inaugurato nel 1996 e mai aperto e senza manutenzioni ordinarie e straordinarie prima o poi avrebbe determinato problemi strutturali e pericoli perla sicurezza pubblica. Esattamente un mese fa avevo lanciato l'allarme ai funzionari dell'assessorato ai Beni culturali sulla necessità di avviare l'apertura del prestigioso monumento e sugli interventi urgenti di manutenzione. Ed invece...».