Nessun danno strutturale, ma la fenditura che si è creata sul tetto, alle prime piogge autunnali, potrebbe dare luogo a gravi infiltrazioni Tutti a tutela dell'opera: anche il sottosegretario ai Beni culturali, Riccardo Villari, ha assicurato «la massima collaborazione e disponibilità del ministero». Chissà se, paradossalmente, quello che tecnicamente si chiama «scivolamento del manto di copertura» potrà giovare ad una rapida riapertura del Dormitorio dei Benedettini. Quello che si augurano tutti è che il danno capitato al monumento-simbolo delle incompiute monrealesi possa servire a sbloccare la situazione, in maniera efficace e definitiva, di un sito di incomparabile bellezza, restaurato a suon di miliardi di vecchie lire, ma tristemente chiuso da quattordici anni. In pochi ricordano la trionfale inaugurazione del maggio del '97, dopo che la Regione aveva impiegato cinquanta miliardi per ristrutturarlo. Pochi giorni dopo fu chiuso e da allora, amen. Martedì sera, improvvisamente, un tonfo, poi le tegole che scivolano in senso longitudinale mezzo metro più in basso. Il primo sopralluogo, avvenuto immediatamente, consiglia di transennare le aree del Chiostro Benedettino (dal quale si accede al Dormitorio) e della villa comunale, da parte opposta. Ieri, sin dalle prime ore del mattino, è stato un via vai di gente: tecnici della Soprintendenza, Vigili del Fuoco, amministratori locali, giornalisti. Tutti a cercare di capire le ragioni tecniche del danno: probabile, come hanno affermato gli uomini del nucleo Speleo Alpino Fluviale dei Vigili del Fuoco, si sia trattato di una «sollecitazione termica differenziata», in pratica una grossa differenza di temperatura tra l'esterno e l'interno che ha fatto staccare il massetto in calcestruzzo addossato alle travi lignee del tetto. Adesso ci sarà da fare in fretta, perché, sebbene non si tratti di un danno strutturale, la fenditura che si è creata sul tetto, alle prime piogge autunnali, potrebbe dare luogo a pericolosissime infiltrazioni all'interno ed a quel punto la tanta sospirata fruizione del Dormitorio resterebbe davvero un sogno. Su questo argomento concordava ieri l'architetto Lina Bellanca, responsabile dei Beni Architettonici della Soprintendenza, che ha auspicato interventi in tempi brevissimi. Poco dopo l'assessore regionale ai Beni Culturali, Sebastiano Missineo, annunciava un intervento di somma urgenza per riparare il danno, confortato dal sottosegretario ai Beni Culturali, Riccardo Villan, che assicurava «la massima collaborazione e disponibilità del ministero per la tutela di una delle più importanti testimonianze arabo-normanne che il mondo intero ci invidia». Adesso, verosimilmente, ci sarà da togliere le tegole e risistemarle alla vecchia maniera, aprendo, quindi un cantiere all' interno del Chiostro, la cui fruizione, problemi di personale permettendo, non dovrebbe venir meno. Su questo argomento il Soprintendente Gaetano Gullo ha voluto rassicurare tutti. «E se questo fatto, oggi isolato, domani coinvolgesse altre parti? - si chiede il sindaco di Monreale, Filippo Di Matteo - è necessario capire e con estrema urgenza la portata del danno e gli interventi da realizzare». Al di là del ripristino delle tegole del tetto, però, l'intervento non risolverà il problema della fruizione. Al Dormitorio, da quattordici anni, manca un efficace impianto antincendio e considerata la quantità di materiale ligneo presente all'interno, il particolare non è di poco conto. Occorrono 250 mila euro, che non sono mai arrivati, sui quali c'era stata una mezza apertura dell'assessorato di piazza Croci circa un mese fa. «Apprendo con piacere che l'assessore ai Beni culturali Sebastiano Missineo interverrà con procedure di somma urgenza per eliminare i pericoli e sistemare le falde a copertura del Dormitorio - fa sapere il vicesindaco Salvino Caputo, parlamentare regionale, che ha già presentato un'interrogazione all'Ars - ma è chiaro che si tratta di un intervento parziale». «E' uno scandalo di portata nazionale - aggiunge il deputato Tonino Russo, componente della Commissione Cultura della Camera, che auspica l'apertura di un fascicolo per fare luce sulle responsabilità - Un monumento che sta per diventare patrimonio dell'Unesco non può permettersi questi scivoloni».
Monreale. Dormitorio dei Benedettini: Crollo per sbalzo termico
Il Dormitorio dei Benedettini a Monreale, un monumento arabo-normanno, è stato colpito da un danno strutturale dopo che le tegole del tetto si sono staccate. La fenditura che si è creata potrebbe dare luogo a infiltrazioni all'interno e la tanta sospirata fruizione del Dormitorio potrebbe rimanere un sogno. Il ministero dei Beni culturali ha assicurato la massima collaborazione e disponibilità per la tutela del monumento. L'intervento richiede la rimozione delle tegole e la risistemazione alla vecchia maniera, aprendendo un cantiere all'interno del Chiostro.
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