"Del tuo sapere poi non sembra soddisfatto il cuore, riuscire a vivere è tutta un'altra musica», canta Renato Zero in Professore, canzone dedicata a chi applica rigide categorie imparate sui libri ma non ha il senso della realtà. Personaggi del genere sono tanti, nel mondo dell'arte e della cultura italiana. Ultimo della serie, il filosofo Tullio Gregory, presidente del Comitato Tecnico Scientifico ai Beni Librari, intervenuto con raro tempismo nientemeno che sull'Autoritratto di Leonardo da Vinci. Secondo Gregory, il disegno a sanguigna conservato nei locali della Biblioteca Reale di Torino, sarebbe inamovibile e intrasportabile, nonostante siano poco più di 10 i chilometri che separano la sede di piazza Castello dalla Venaria Reale, dove l'opera è attesa peri primi di novembre. Sul capolavoro grafico è infatti costruita la mostra Leonardo. Il genio, il mito, ultimo atto delle celebrazioni peri 150 anni dell'Italia unita. L'opposizione di Gregory, unica voce fuori dal coro, ha messo in grave allarme gli organizzatori dell'evento. Realizzato in Francia intorno al 1515, il disegno ha viaggiato da Parigi a Milano all'Inghilterra prima di essere acquistato da Carlo Alberto di Savoia. Sull'Autoritratto, immaginiamo che cosa avrebbero costruito i francesi: brillanti operazioni di marketing e una mostra permanente. Invece a Torino sta chiuso nel caveau della Biblioteca Reale, al riparo da eventuali visitatori. Si è detto preoccupato l'assessore alla cultura della Regione Piemonte, Michele Coppola, che chiede al ministro dei Beni culturali Galan un intervento risolutore. «I sistemi di protezione di nuova generazione - dice - sono migliori e più sicuri dei precedenti, la teca costruita per Venaria supera di gran lunga quella della Biblioteca. E' inaccettabile che qualcuno si metta di traverso per partito preso». Parere forte che trova una sponda persino nel sindaco di Torino Piero Fassino e nella nota ufficiale di Esperienza Italia 150, dove si enumerano gli esperti consultati, i professionisti chiamati in causa, le autorità preposte, tra cui il Direttore Nazionale per le Biblioteche Maurizio Fallace, al quale, di fatto, spetta apporre la firma per consentire lo spostamento del disegno. Nota in cui si chiede a gran voce l'intervento del ministro. E proprio Galan, dopo aver espresso il consenso, personale e politico nell'ultima visita a Torino, parla attraverso il consigliere Francesca Chiocchetti e ribadisce il concetto cardine della sua idea di bene culturale fruibile e democratico, nell'ovvio rispetto della sicurezza. Eppure sembra di assistere a un film già visto sotto altri dicasteri: la burocrazia delle sovrintendenze blocca la libera circolazione di opere d'arte che utilizzate in altro modo porterebbero diversi benefici, non ultimo quello economico. E' necessario che dal ministero giunga un segnale nuovo, che osi dove altri non hanno avuto sufficiente coraggio. Tra poco una riproduzione dell'Autoritratto di Leonardo verrà inviata su Marte. Sarebbe paradossale la vedessero solo gli alieni.