Prevista la soppressione dei piccoli enti non economici TRENTO. Ci aveva già provato Brunetta e adesso Tremonti torna alla carica. Tra le tante norme della manovra finanziaria ce n'è una che fa tremare il mondo della cultura italiano e trentino. Si tratta di quel codicillo che prevede la soppressione degli enti pubblici non economici che abbiano meno di 70 dipendenti. Si tratta soprattutto di istituzioni culturali e musei. A livello nazionale rischiano anche veri e propri monumenti della cultura italiana come l'Accademia della Crusca, l'Accademia dei Lincei, la Scuola archeologica di Atene e gli Istituti storici italiani A livello locale rischiano altri capisaldi culturali come l'Istituto ladino di Fassa, il Museo di Scienze naturali, il Centro di ecologia alpina, il Consorzio forestale della media val di Sole, l'Istituto Mocheno Cimbro, il Museo del Castello del Buonconsiglio, il Museo degli usi e dei costumi della gente trentina e anche, seguendo alla lettera il testo provvisorio della norma, il Mart. Questi stessi enti erano finiti due anni fa nella lista degli enti da rivedere stilata Rischia la chiusura anche il museo del Castello del Buonconsiglio dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. Già allora il presidente della Provincia Lorenzo Dellai aveva alzato le barricate, così come sta accadendo in questo periodo. L'assessore provinciale agli enti locali Mauro Gilmozzi conferma che il rischio è effettivo: «I nostri uffici legali sono al lavoro per verificare se la norma è applicabile anche da noi, ma effettivamente c'è questo rischio. E' evidente che noi faremo di tutto per evitare la soppressione degli enti che riteniamo strageci. Ad esempio, il Mart non corre certo il rischio di soppressione. Però il problema c'è e dobbiamo studiarlo attentamente». Il presidente della Provincia Lorenzo Dellai, invece, è molto netto: «Lo Stato, se vuole, sopprima i suoi enti Non pub certo intervenire sui nostri Gli enti pubblici del Trentino li governa il Trentino. Mi meraviglio che ogni volta venga fuori questa storia. Su queste materie abbiamo competenza primaria e gli enti non economici in provincia di Trento vengono gestiti dalla Provincia autonoma, non certo dallo Stato centrale».