I lavori finirono nel 1997: da allora non ha avuto neppure il custode PALERMO. Il chiostro delle meraviglie è salvo, il duomo pure con i suoi mosaici d'oro, ma c'è poco da stare allegri. A crollare, ieri pomeriggio, è stato un pezzo del tetto del dormitorio dei Benedettini che è attiguo al celebre complesso monumentale del 1100 di Monreale, la cittadina normanna che domina Palermo. Un cedimento che è l'ennesima tegola a cadere sul disastro dei beni culturali siciliani: chiusi per mancanza di custodi (a dispetto dei 1.300 presenti in pianta organica), affannati nel rispondere all'afflusso di turisti, dimenticati. E' il caso dell'Abbazia, restaurata nel 1997 e da allora chiusa, senza che mai un solo visitatore ci abbia messo piede. Ieri pomeriggio, forse per richiamare l'attenzione su di sé, ha deciso di fare accorrere amministratori e tecnici. «Aiuto, sta crollando il chiostro», è la voce che è rimbalzata su è giù per la cittadina che è meta ogni anno di un milione di turisti. Si sono mobilitati il Comune, la Soprintendenza, i vigili del fuoco. Per fortuna, la creatura più fragile e preziosa, il gioiello del XII secolo dove ogni capitello è un racconto di scene bibliche, non ha subito danni. E così il duomo, con il suo Cristo Pantocratore che sorride eternamente alle miserie umane. La sorpresa è arrivata dall'Abbazia restaurata e mai aperta che fa parte dello stesso complesso intitolato a Guglielmo II d'Altavilla, costruito per cristianizzare i numerosi saraceni decisamente restii ad abbracciare la fede cristiana. Uscito l'ultimo operaio, spesi gli ultimi spiccioli di lira, ben arrotolato il tappeto rosso dell'inaugurazione, rincasata la fanfara, ci si è accorti finalmente che l'impianto antincendio non era a norma e la porta è stata richiusa dalla Regione, nonostante i numerosi appelli del Comune. Il sindaco Filippo Di Matteo rassicura: «Più che di crollo, si può parlare, correttamente, di scivolamento del tetto. I danni ci sono, perché in caso di pioggia dentro l'edificio entrerebbe acqua, ma sono meno gravi di un crollo vero e proprio». Intanto sono state messe le transenne nell'atrio su cui prospetta l'edificio, nell'attesa che stamattina si quantifichi l'ammontare dei danni. Quello di eiri è l'ultimo colpo di scena in un'estate che a Monreale ha già visto le proteste dei turisti per la chiusura del chiostro la domenica e il lunedì pomeriggio «per problemi di personale», nonostante i dipendenti della società cui è affidato il servizio abbiano appena firmato con la Regione l'aumento delle ore di part time proprio con l'obiettivo di garantire stabilmente le aperture. Da questo punto di vista il monumento non fa eccezione: il 14 e il 15 agosto torme di visitatori sono rimasti con un palmo di naso dietro la porta sbarrata del museo Abatellis a Palermo, quello che custodisce tra l'altro il Trionfo della morte e l'Annunziata di Antonello da Messina. Su un foglio di carta c'era scritto un breve ma chiarissimo avviso a turisti e cittadini desiderosi di uno svago culturale: chiuso per ferie. L'assessore ai Beni culturali, Sebastiano Missineo, ammette che un problema c'è: «Il personale va distribuito meglio, a dispetto delle resistenze, ci sono monumenti dove non va nessuno pieni di impiegati, e musei di grandissimo afflusso che non riescono a garantire le aperture». E poi ci sono pure quelli che crollano, senza che un visitatore o un custode ci abbiano mai messo piede.
Monreale, crolla il tetto del complesso Benedettino
I lavori di restauro dell'Abbazia di Monreale sono terminati nel 1997, ma il complesso monumentale è stato chiuso per mancanza di custodi. I lavori di manutenzione sono stati interrotti ieri pomeriggio, quando un pezzo del tetto del dormitorio dei Benedettini ha crollato. Il chiostro e il duomo sono stati danneggiati, ma non ci sono stati danni gravi. Il Comune, la Soprintendenza e i vigili del fuoco sono stati mobilitati per risolvere il problema. L'Abbazia è stata chiusa anche per ferie, con un avviso pubblicato sui social media, ma il personale non è stato distribuito in modo equo tra i monumenti e i musei.
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