Orario ridotto in Santa Maria della Passione. San Maurizio aperta grazie ai volontari MILANO «E poi ci lamentiamo che i turisti non vengono a Milano. Se ad accoglierli trovano le sbarre in Santa Maria presso San Satiro, cosa pretendiamo?». Lo sfogo di Sandra Pozzi, docente di lettere, è sintetizzato in un cartello - «Vergognatevi» - affisso vicino alla facciata della chiesa di via Torino, dove secondo alcuni mise mano anche il Bramante. Una delle più amate dal turismo culturale, citata in una quantità di guide e itinerari. E chiusa tutto il mese, fino a settembre. L'EDIFICIO Poco spazio A costringere i progettisti a inventarsi una navata inesistente, la carenza di superficie, dovuta alla presenza di una strada motto frequentata. Si appella alla scarsa affluenza Luigi Vogliati, il custode, quando gli chiediamo il perché. «Da quattro anni è stato stabilito che la chiesa rimanesse chiusa in questo periodo. Nel centro storico ce ne sono altre ventidue da poter visitare, quindi per i turisti c'è l'imbarazzo della scelta. Già a luglio veniva poca gente, al massimo sette persone al giorno. E qui vicino, nella chiesa di San Giorgio che invece resta aperta, si contano sulle dita di una mano i fedeli e i turisti». Resta la delusione, anzi tante delusioni, come quella di Giovanni Pennati, studente di Casatenovo in provincia di Lecco, che sfidando l'afa voleva sfoggiare quanto appreso a scuola sulla celebre fuga prospettica che fa percepire al visitatore un abside profondo che non esiste: «Sono stato in gita qui, con la professoressa di arte. In questi giorni, la mia famiglia ha un piccolo ospite che viene dall'Eritrea, così ho chiesto ai miei genitori di accompagnarci a Milano perché ci tenevo a far vedere l'effetto anche a lui. Non mi sarei mai aspettato di trovare la chiesa chiusa. E' davvero un peccato». E non è l'unico, per chi avesse in programma in questi giorni un tour delle chiese più belle di Milano. Le ammiraglie sono aperte, dal Duomo a Sant'Eustorgio col suo museo, a Santa Maria delle Grazie; in San Lorenzo al massimo «se non c'è nessuno si chiude un quarto d'ora prima», confessano in basilica, le 18.30 anziché le 18.45. Ma ad esempio Santa Maria della Passione, altra perla del Rinascimento milanese, è visibile solo in una ridottissima fascia oraria: nella basilica-pinacoteca di via Conservatorio (il «Verdi» ha sede nel suo convento) i turisti sono ammessi dalle 16 alla messa delle 17.30, per tutto il mese di agosto. Altrimenti, per rubare uno sguardo sui gioielli della Curia ambrosiana, tocca aspettare un concerto. Come quelli della rassegna «Milano Arte Musica», in partenza domani alle 20.30 nella chiesa di San Sepolcro, adiacente la Biblioteca ambrosiana. Il trittico di concerti del clavicembalista Gustav Leonhardt toccherà poi Santa Maria alla Fonte in via Chiesa Rossa (sabato alle 21) e San Maurizio al Monastero Maggiore in corso Magenta. Ma quest'ultima, chiesa-scrigno della pittura lombarda del Cinquecento adiacente e comunicante col Museo Archeologico, si può vedere sempre dal martedì al sabato, dalle 9.30 alle 17.30. E questo (solo) grazie ai volontari per il patrimonio del Touring Club che partecipano al progetto «Aperti per voi». Per la prima volta, non vanno in vacanza ad agosto: «Abbiamo chiesto uno sforzo e siamo riusciti a tenere aperti i due luoghi più frequentati tra i nove che abbiamo in carico in città», spiega Gianmario Maggi, console milanese del Touring. Sono San Maurizio e la Collezione Grassi alla Gam di via Palestro, perché i volontari del Touring non curano solo chiese, ma anche beni del Comune e dello Stato. «Ventidue nel Nord Italia - conferma Maggi -. Stiamo per debuttare a Torino, il prossimo obiettivo è Napoli». Intanto a Milano, dove è partito l'esperimento, i volontari aumentano: sono arrivati a quota 450 (su mille in tutto) e a fine settembre partirà un nuovo corso. «Ci sarà anche un incontro con l'assessore alla Cultura, Stefanio Boeri, per vedere se è possibile incrementare la nostra collaborazione».