Parla l'esperto: "L'ultima parola spetta al ministro" PERCHÉ NO. «La carta è degradata da ossidazione e funghi. Processo irreversibile» Tullio Gregory, professore emerito alla Sapienza di Roma e presidente del Comitato tecnico-scientifico per le Biblioteche del Ministero. Lei ha ribadito, pochi mesi fa, il no tassativo allo spostamento del quadro. Perché? «Ma l'ha visto? Oggettivamente l'autoritratto di Leonardo non si può muovere di lì. Ci si rende immediatamente conto dell'estrema fragilità della carta di supporto. Il trasferimento alla Venaria rischia di rovinarlo per sempre. Aggiungo che 7 anni fa questo celebre disegno è stato dichiarato inamovibile». A quali pericoli si va incontro? «Trasportare questo genere di opere d'arte, che richiedono condizioni di conservazione molto delicate, è sempre un problema. Si alterano gli stati di conservazione, tra cui luce e temperatura. Ma in questo caso c'è di più. Ed è per questo che abbiamo ratificato il parere negativo espresso a suo tempo dall'Istituto Centrale di Patologia del Libro del Ministero». Cioè? «La sua estrema fragilità dovuta a un processo d'invecchiamento del supporto. La carta presenta piccoli funghi. Già adesso è quasi illeggibile. Il termine tecnico di questa "fioritura" è "foxing". E' un fenomeno di degradazione che si manifesta con l'apparizione più o meno estesa di macchie, dovute a un attacco biologico. Da un lato, ci sono quindi problemi di ossidazione interna, dall'altro cause parassitarie. Il livello raggiunto da questa puntinatura è piuttosto avanzato e inarrestabile». Nessuna speranza, dunque, per il pubblico? «Certo che no. Anzi, ci tengo a sottolineare questo punto fondamentale: nella nostra delibera abbiamo formalizzato il no al trasferimento. Ma abbiamo ovviamente dato un suggerimento prezioso, un'alternativa, che tiene in considerazione le esigenze di tutti». Sarebbe? «Inserire la Biblioteca Reale, gioiello della vostra città, nel numero dei luoghi di visita del Centocinquantenario. Lasciare lì dov'è l'Autoritratto e renderlo fruibile a tutti. Magari concordando orari speciali e facendo entrare gruppi contingentati, vista la corruttibilità dell'opera. E' la soluzione migliore, che restituisce al pubblico il capolavoro, senza metterlo in pericolo». Perché il compromesso che avete suggerito è rimasto inascoltato? «Non ne ho idea. Senz'altro il caveau di una Biblioteca è un luogo piccolissimo in confronto alla Venaria. Eppure noi abbiamo un dovere: diffondere il patrimonio storico-artistico, ma al tempo stesso assicurare alle generazioni che verranno questo esile Autoritratto». Le sue sono ragioni tecniche, ma se la politica insiste il divieto potrebbe essere prevaricato? «Il nostro è un organo consultivo, a disposizione del Ministero. Il Ministro è "sovrano". Potrebbe anche avere una parola contraria e disporre il trasferimento a Venaria». Lei è anche membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Nell'ultima visita a Torino il Ministro aveva promesso che il disegno sarebbe andato alla Reggia. «Quando ho sentito Galan, mi è parso molto comprensivo. Ha dimostrato di intendere perfettamente le ragioni che gli portavo. Per l'alta competenza scientifica dei membri che fanno parte del Comitato che presiedo (cito uno per tutti, il famoso professor Frommel, grande storico dell'arte tedesco) il nostro parere è sempre stato ascoltato. Si rivolgono a noi per raccogliere un giudizio specialistico. E noi l'abbiamo espresso».
Leonardo a Venaria. Gregory: "E' troppo delicato. Resti dov'è e si apra il caveau al pubblico"
Il professore Tullio Gregory, presidente del Comitato tecnico-scientifico per le Biblioteche del Ministero, ha espresso un parere negativo al trasferimento dell'Autoretratto di Leonardo da Vinci alla Venaria Reale. La ragione è la degradazione della carta di supporto, causata da ossidazione e funghi, che rende il disegno fragile e irreversibile. Il professore ha anche sottolineato che il disegno è già quasi illeggibile a causa della "foxing", un fenomeno di degradazione biologica. Nonostante ciò, il professore ha suggerito di lasciare l'Autoretratto nella Biblioteca Reale, rendendolo fruibile al pubblico con orari speciali e gruppi contingentati.
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