A rischio la mostra su Leonardo, prevista a novembre nella cornice della Venaria Reale. Alessandro Mondo Sulla grande mostra dedicata al mito di Leonardo da Vinci, il sigillo sul calendario delle celebrazioni di Italia 150, incombe il parere del «Comitato tecnico scientifico ai beni librari» nella persona del professor Tullio Gregory. Il tema riguarda l'esposizione del celebre «Autoritratto», uno dei pezzi da novanta dell'arte mondiale nonché pilastro della rassegna organizzata dal 18 novembre al 29 gennaio nella Scuderia Grande della Reggia di Venaria Reale: uno spettacolare percorso nell'opera del genio multiforme di Leonardo attraverso una trentina di disegni originali provenienti dall'Italia e dall'estero, nonché alcuni scritti raccolti intorno all'«Autoritratto». Tutti d'accordo - ministero, Soprintendenza, Comitato Italia 150, Regione, Comune, persino l'Istituto di patologia del Libro -, meno lui: Gregory. L'ultima riunione, svoltasi ai primi di agosto tra l'interessato e il ministro ai Beni Culturali Giancarlo Galan - più che favorevole a svelare l'«Autoritratto» agli occhi del mondo - si è conclusa con una fumata nera. Gregory ha ribadito le sue perplessità sull'opportunità di sottoporre il capolavoro a uno strapazzo fuori programma. Quanto basta per far emergere i primi segni di impazienza. Perché se è vero che il parere dell'esperto è obbligatorio ma non vincolante, come Galan precisò a luglio durante la visita a Torino, a pochi mesi dall'evento la situazione è in stallo. Si conta sul via libera del ministero, atteso a settembre, per vederci chiaro. Con una premessa: fatte salve le obiezioni del professore, solitarie ma legittime, non ci si capacita del perché bisognerebbe tenere chiuso nel cassetto - pardòn, nel caveau della Biblioteca Reale - un capolavoro che verrebbe esposto rispettando le mille e una condizioni di sicurezza. Per tacere di altre considerazioni: in primis, la fruibilità dell'opera in un'occasione straordinaria come quella che stanno attraversando Torino e il Piemonte. Per la cronaca, l'ultima esposizione dell'«Autoritratto» data agli Anni 90. Queste, in sintesi, le obiezioni di conta sul semaforo verde da Roma. Laconico Fassino: «C'è poco da dire. Attendiamo il via libera del ministero, siamo fiduciosi». Alberto Vanelli, pur rimettendosi alla «saggezza» di Galan, lo dice chiaro: «Ho visto le prescrizioni degli uffici tecnici e scientifici competenti. Posso assicurare che l'opera verrà esposta in condizioni di assoluta sicurezza, migliorando le condizioni conservative attuali». Il riferimento è alla nuova teca con microclima, la «culla» che accoglierà il capolavoro durante e dopo l'esposizione. «Sarebbe un peccato non esporre questo tesoro in un'occasione non certo ordinaria», aggiunge il vicepresidente esecutivo del Comitato Italia 150 e direttore della Reggia. Meno diplomatico Michele Coppola, assessore regionale alla Cultura: «Rischiamo di mettere in discussione lo stesso concetto di bene culturale, non poter mostrare i tesori che abbiamo equivale a negare il perché li conserviamo». Quanto alle perplessità di Gregory, «sono irrispettose di chi ha le competenze tecniche per esprimersi sulle garanzie di sicurezza». Conclusione: «Impedire che le celebrazioni torinesi e piemontesi di Italia 150 si concludano con questo evento è pura miopia, figlia di una visione del mondo arcaica». L'assessore va oltre: «Nelle condizioni di sicurezza che sono state create dovremmo avere il coraggio di esporre l'opera in modo permanente. Rimango fiducioso nell'operato del ministro». Partita aperta.
"Leonardo non può essere esposto a Venaria"
Il parere del professore Tullio Gregory sullo strapazzo per l'esposizione del celebre Autoritratto di Leonardo da Vinci nella mostra su Leonardo prevista a novembre nella Venaria Reale è ancora in attesa. Gregory ha espresso le sue perplessità sull'opportunità di sottoporre il capolavoro a uno strapazzo fuori programma. Il ministero attende il via libera per la mostra, previsto a settembre. I vari interlocutori hanno espresso le loro opinioni, con alcuni sostenendo la sicurezza dell'esposizione e altri esprimendo preoccupazioni. L'assessore regionale alla Cultura Michele Coppola ha affermato che impedire l'esposizione sarebbe una miopia e che l'opera dovrebbe essere esposta in modo permanente.
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