Gentile direttore, Le scrivo per metterla al corrente di una mia spiacevole constatazione, che credo possa interessare i lettori de La Sicilia. Da più di trent'anni svolgo un'intensa attività musicale sia in Italia che all'estero con risultati molto lusinghieri, evidenziati anche da testate di giornali a tiratura nazionale e dalle reti televisive, tra cui la Rai, a parte tutte le pubblicazioni che ho dato alle stampe e ho diffuso in campo nazionale, oltre che in Germania, Francia e Argentina, in buona parte a mie spese. Il tutto nasce dal desiderio di comunicare, dalla ricerca della bellezza, dal bisogno incontenibile di condividerla con gli altri, sempre all'insegna dell'invenzione, della creatività, senza la quale la stessa comunicazione è per me il più delle volte sterile e inutile. Tuttavia, a causa della crisi, in Sicilia il campo in cui proporre i propri progetti si è molto ristretto, si può dire anzi che si riduca al nostro territorio, dove la Provincia, un paio di volte l'anno, organizza spettacoli e manifestazioni culturali. Ora è capitato che, con la nuova Amministrazione, in carica da circa tre anni, io non sia stato interpellato nemmeno una volta, nonostante mi sia proposto con nuovi concerti e nonostante alcuni Comuni mi abbiano richiesto alla stessa Provincia organizzatrice. Ho cercato di capire il perché di questa mia esclusione, di approfondire, ed ecco purtroppo la mia constatazione: incredibilmente, alla Provincia è diventata una regola che ogni singolo consigliere, che nulla ha a che vedere con le manifestazioni, abbia assegnati ogni volta fondi più o meno rilevanti (a seconda, credo, dalla sua collocazione politica o delle simpatie che riscuote) da spartire arbitrariamente tra i suoi amici. Praticamente, mi hanno spiegato, che per essere inseriti nei programmi bisogna essere molto vicini a uno di questi consiglieri, dimostrare di essere ben allineati e fedeli. E' possibile che un fatto così scandaloso si possa verificare oggi nella nostra bella città e anzi venga spacciato per una cosa regolare e legittima? Parlando con un assessore della Provincia, più sensibile degli altri, gli ho detto che il loro è un sistema vergognoso, che sotto l'aspetto etico è deleterio e fuorviante. Debbo dire che si è vergognato un po' e ha ammesso che ho perfettamente ragione. Ma non m'importa avere ragione. M'importa piuttosto, e rattrista, che questi signori, con la loro ottusità, con la loro arroganza, uccidono l'arte, il respiro, la fantasia, la stessa vita, e ciò è molto grave, è una forma di delitto di cui debbono rendere conto alla società. Immagino sorrisi di sufficienza, commenti ironici degli artefici di questo pasticcio, quando leggeranno questa mia lettera. Io posso dire loro solo questo: la mia arte, a livello musicale, letterario, pittorico, si sta diffondendo nel mondo e resterà nel tempo, sempre impressa nella memoria di tutti coLoro che hanno anima e sentimento. Di questi signori, e di tutti i politici che agiscono come loro, non rimarrà nulla, il tempo li inghiottirà inesorabile senza lasciare di essi alcuna traccia.