Barocco turismo, un binomio «made in Calatino» che registra consensi. L'antica arte dei «lapidum incisores» (scalpellini) offre pregevoli testimonianze a migliaia di escursionisti, proponendo anche occasioni di confronto e dibattiti tra studiosi e docenti. Dopo decenni di apparente indifferenza, intere comitive di visitatori «dirottano» pullman verso i centri del comprensorio, che hanno cominciato a «scommettere» sulla nobile dignità di chiese, monumenti e palazzi nobiliari dei secoli scorsi. L'inversione di tendenza è stata suggellata dall'Unesco (Organizzazione delle nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura) che ha messo il proprio «sigillo» sul Barocco. A seguito della favorevole attività ispettiva del commissario dell'Icomos, Ray Bondin, i centri storici di Caltagirone e Militello in Val di Catania sono stati ufficialmente inseriti nella «Lista del patrimonio dell'Umanità» per l'esemplare e omogenea ricostruzione dopo il catastrofico sisma dell'll gennaio 1693. La decisione è stata resa nota a Budapest, il 28 giugno 2002, al termine dei lavori della XXVI sessione del bureau dell'Unesco. Nello stesso elenco mondiale sono state incluse pure le città di Catania, Ragusa, Modica, Scicli, Palazzolo Acreide e Noto. Secondo unanimi giudizi, l'arte barocca regala ai turisti, oltre ai perfetti tagli della pietra calcarea, suggestioni inconsuete. Nelle mensole e nei mascheroni di edifici antichi, inoltre, si conservano i «miti» di tante superstizioni popolari. Le vie del Barocco, nelle comunità del Calatino, propongono un affascinante «viaggio» nella civiltà feudale e nelle committenze di numerosi artisti, che hanno lasciato tracce indelebili sui patrimoni locali. Oltre ai mirabili profili architettonici, dipinti e sculture arricchiscono il tessuto di molti templi di culto, che con l'apporto di vari organi statali e regionali (Genio civile, Protezione civile e Soprintendenza) hanno accelerato gli interventi di restauro e conservazione. Non è nemmeno casuale l'azione della Regione siciliana, che nell'ambito del Por Sicilia 200006 ha approvato il Pit «Le economie del turismo» in favore dei Comuni del circondario, autorizzando una serie di iniziative e investimenti pubblici. Altri passi in avanti, con il supporto di attività private, sono stati fatti sul piano della ricettività alberghiera. . Uno dei modelli più funzionali è sicuramente rappresentato dalle strutture «Bed Breakfast» in molti quartieri e centri storici del Calatino. Per Mario Greco, che gestisce da circa tre anni un «BB» a Militello in Val di Catania, i traffici turistici sono in graduale crescita: «In occasione delle feste patronali, della sagra della mostarda e di eventi culturali, migliaia di escursionisti visitano il paese e i siti di maggior interesse artistico. Molte attenzioni sono riservate, altresì, ai due musei d'arte sacra, che in locali idonei conservano argenterie, paramenti liturgici, arredi sacri e donazioni di fedeli mi-litellesi». In molti paesi del Calatino non manca, tuttavia, l'anomalia del turismo «mordi e fuggì» e la perdita di opportunità economiche: «I visitatori sono spesso... di transito. Le richieste di soggiorno variano notevolmente in base ai periodi dell'anno. Occorre aumentare - dice Greco - la qualità dei servizi, offrendo maggiori supporti, guide e assistenze. Servono adesso maggiori sinergie tra il pubblico e il privato. La sfida è stata lanciata, ma i frutti potranno essere raccolti soltanto in futuro».
Una scommessa sulla via del Barocco
Il turismo barocco nel Calatino sta registrando un aumento di consensi. L'arte dei lapidum incisores (scalpellini) offre testimonianze preziose ai visitatori. Le comitive di escursionisti stanno tornando verso i centri storici, come Caltagirone e Militello in Val di Catania, che hanno iniziato a scommettere sulla nobile dignità dei secoli scorsi. L'Unesco ha inserito i centri storici di Caltagirone e Militello in Val di Catania nella Lista del patrimonio dell'Umanità. La decisione è stata resa nota a Budapest nel 2002. L'arte barocca regala ai turisti suggestioni inconsuete, con mensole e mascheroni che conservano i miti di tante superstizioni popolari.
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