Braccio di ferro col proprietario del suolo che si oppone allesproprio Rischiano lestinzione anche le tracce che testimoniano la presenza dei dinosauri ad Altamura. Il sito è chiuso al pubblico a causa di lunghe controversie e della mancanza di investimenti. «È in stato di abbandono», denunciano i volontari. La cava è vicina alle grotte di Lamalunga, dove è stato rinvenuto lo scheletro del famoso "Uomo di Altamura". A fine mese la questione sarà al centro di un incontro con la sovrintendenza per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia. Alla cava dei dinosauri di Altamura si accede tramite un buco praticato nella recinzione. Il proprietario dellarea lo rammenda ogni settimana, ma la gente torna puntuale a violarlo per poter visitare quello che è considerato il sito archeologico più importante dEuropa. Chiuso al pubblico, purtroppo, a causa di lunghe controversie e della mancanza di investimenti. La cava in località Pontrelli è lì, ferma dal 1999, da quando il calcare ha fatto affiorare ventimila di impronte di dinosauri. "Siamo riusciti a sottoporre il terreno a una serie di vincoli - ricorda Donata Venturo direttrice del museo archeologico di Altamura - grazie allintervento della Soprintendenza. Non si può costruire né ricavare materiale dalla cava". La situazione è in uno stallo estenuante, testimoniato da una lettera che le associazioni Sigea - Società italiana di geologia ambientale - Italia nostra e Archeoclub dItalia hanno indirizzato alle autorità. "Il sito versa in uno stato di abbandono, le superfici a impronte sono esposte agli agenti atmosferici - denunciano i referenti Salvatore Valletta, Enza Rodio e Antonino Greco - Tutto ciò accade perché la cava si trova al centro di un complesso intreccio di competenze e interessi, i cui attori sono il ministero per i Beni e le attività culturali, la Soprintendenza archeologica della Puglia, il Comune e i proprietari. Lunica cosa che avanza è il degrado". Già, perché si potrebbe procedere con lesproprio, ma la resistenza del proprietario di cava Pontrelli sembra insormontabile. "Gli abbiamo anche proposto di gestire il centro visite, il bar, di avere un ricavo sui biglietti - dice Venturo - Ma mira ad altro, a convertire quei suoli da agricoli in edificabili". La rilevanza delle impronte è sotto gli occhi di tutti: risalgono al Cretacico superiore, circa 70-80 milioni di anni fa, e raccontano di una Puglia dal clima tropicale, popolata da migliaia di specie - quelle finora studiate confermano la presenza di 200 animali di cinque gruppi differenti, sia erbivori che carnivori. Le potenzialità economiche sono notevoli, soprattutto perché la zona è vicina alle grotte di Lamalunga, dove è stato rinvenuto lo scheletro del famoso "Uomo di Altamura", e alla stazione ferroviaria. Per ora, però, vi si accede solo in maniera clandestina. Il terrore che il tempo e lincuria abbiano la meglio è tanto, anche se la cava sembra difendersi da sola: lo strato di calcare è talmente solido che le piogge non fanno che migliorare la situazione, coprendo le orme con la breccia e proteggendole. A fine mese la questione sarà al centro di un incontro con Isabella Lapi, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia: "Adora la cava - ammette Donata Venturo - continueremo a lottare insieme per restituirla al pubblico".