La facciata di San Lorenzo è un buco nero nella storia di Firenze. Per la chiesa preferita dai Medici, i progetti sono stati sempre grandiosi, con Brunelleschi e Michelangelo, in due diverse stagioni, a fare da maggiori protagonisti delle imprese in cui hanno lasciato alcuni dei loro massimi capolavori: il primo gli interni della basilica e la Sacrestia Vecchia, il secondo la Sacrestia Nuova e l'annessa Biblioteca Laurenziana. Purtroppo, per varie difficoltà, Michelangelo non è riuscito a mettere la ciliegina sulla torta, la facciata, per la quale aveva elaborato un celebre progetto, all'altezza del fasto del complesso. Piuttosto che dissacrare quella facciata mai realizzata, i suoi posteri hanno preferito lasciarla eternamente incompiuta, con i mattoni a vista ad attendere invano i parati. Gesto nobilissimo, che il sindaco Renzi non deve avere inteso, dato che ha proposto, credo da semplice appassionato della sua città, la possibilità che la facciata michelangiolesca venga costruita oggi. Per lui, il buco nero non deve avere alcun fascino: non è storia, semmai la sua negazione. E poi, diciamolo francamente, una nuova facciata michelangiolesca attirerebbe i turisti come i bambini a Disneyland. Visione "bischera", a cui studiosi e addetti ai lavori hanno opposto, giustamente, un fuoco di sbarramento. Ma in fondo, una soluzione intermedia ci sarebbe. Le proiezioni digitali fanno ormai miracoli, creando effetti mirabolanti, per quanto del tutto effimeri e indolori. Di notte, la facciata immaginata potrebbe apparire, per poi scomparire all'alba. Come un sogno rimasto tale, visionario.