La norma della manovra varata dal governo che prevede la soppressione degli enti pubblici non economici che abbiano meno di 70 dipendenti «è del tutto inutile, illogica e grossolana». Lo dice il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, convinto che la disposizione vada «immediatamente cancellata ed a questo proposito - annuncia - firmerò io stesso un emendamento soppressivo del comma 31, se non avrò certezza di un chiaro intervento in questa direzione». Tra gli enti a rischio, ricorda il ministro in una nota, non solo l'Accademia della Crusca, ma anche l'Accademia dei Lincei, la Scuola Archeologica di Atene e gli Istituti Storici Italiani. «Stamane, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge n. 138 contenente la manovra economica approvata venerdì scorso in Consiglio dei ministri - dice Galan - ho verificato con i miei uffici l'esatto impatto del comma 31 dell'art.1, che prevede la soppressione degli enti pubblici non economici che abbiano meno di 70 dipendenti. Purtroppo - sottolinea il ministro - a rischiare l'estinzione non è solo l'Accademia della Crusca, che già ieri ha levato la sua voce di protesta».