Tesori lariani Antichi insediamenti montani stanno tornando alla luce nella Foresta Demaniale dei Corni di Canzo Sono in corso fino al prossimo 20 agosto i lavori di recupero di Second'Alpe, antico insediamento nella Foresta Demaniale dei Corni di Canzo, in provincia di Como, che fino agli anni Cinquanta ospitava alcune famiglie dedite all'economia di montagna di carattere agrosilvopastorale. Secondo la tradizione, l'alpeggio avrebbe dato i natali a San Miro, l'eremita venerato in tutto il Triangolo Lariano. Distrutto nel dopoguerra e oggi divenuto oggetto di studio archeologico e vero e proprio "museo all'aperto" nel cuore della foresta canzese, Second'Alpe ospita ogni estate volontari da tutto il mondo, impegnati a riportare alla luce i resti di quel lontano sistema di vita che permetteva il sostentamento in ambiente montano. Spiega Roberto Fumagalli del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" di Merone, gruppo promotore del campo di lavoro internazionale assieme a Ersaf, l'ente regionale dell'agricoltura e delle foreste: «Il lavoro di quest'anno riguarderà alcuni vani che costituivano le stalle al piano terra dell'antico borgo. Lo scorso anno, nella stessa zona sono state portate alla luce le mangiatoie e le pareti delle stalle che ospitavano le vacche». Quanto all'adesione da parte dei volontari, Fumagalli precisa: «La loro provenienza è molto variegata Corea del Sud, Turchia, Bielorussia, Ucraina, Repubblica Ceca, Spagna, Francia, Italia - anche per la nostra indicazione di non più di due volontari dallo stesso Paese, per facilitare lo scambio culturale. Le motivazioni che li animano sono legate al contesto della montagna e al progetto archeologico: il Campo è stato presentato come Discovering Alps, denominazione che crediamo ne sintetizzi bene lo spirito». L'attuale area museale all'aperto, inaugurata nell'estate del 2010, è gestita dall'Ersaf; oltre ai resti architettonici dei diversi vani che costituivano la struttura dell'alpeggio, con i riferimenti alle loro funzioni, vi sono ospitati i reperti riportati alla luce nelle passate edizioni del campo: fra di essi attrezzi, utensili da cucina, frammenti di stoviglie. Una bacheca con i nomi dei volontari mostra le foto dell'area prima e dopo i lavori intrapresi, rendendo l'idea degli interventi portati avanti grazie alla loro opera di scavo e di scoperta. l'itinerario Per raggiungere Second'Alpe occorre seguire la strada acciottolata che parte dalla località Gajum, a Canzo, in direzione Prim'Alpe. Superata quest'ultima - oggi Centro di Educazione Ambientale dell'Ersaf - si segue poi la direzione dell'agriturismo di Terz'Alpe, poco prima del quale sorge il museo all'aperto. È da sapere che prima di divenire, a inizio Novecento, un luogo di richiamo per la buona società milanese che villeggiava a Canzo, la zona della fonte di Gajum, all'imbocco della Val Ravella e della Foresta Demaniale dei Corni di Canzo, ebbe un lazzaretto, cave di sabbia e, più in alto, le fienagioni dei prati in quota di Pèsura, mentre sul ripido versante opposto c'erano le selve con i castagni e terreno ottimo per i funghi. Si cominciò a piantare i pini, specie non autoctona, negli anni '60, quando gli alpeggi furono definitivamente abbandonati. Alla Prim'Alpe fu creato un apposito vivaio. Partendo proprio da Gajum, superato il ponticello in pietra presso un ristorante, l'asfalto finisce e lascia il posto all'acciottolato della mulattiera che, a sinistra, sale verso i tre storici alpeggi di fondovalle. A destra, invece, una strada porta all'eremo di San Miro, il santo della valle e dell'acqua; da lì si giunge direttamente alla Terz'Alpe percorrendo il Sentiero Geologico con le sue meraviglie naturali. Imbocchiamo la via di sinistra, quella su cui passavano un tempo gli asini da soma provenienti da Prim'Alpe, Second'Alpe e Terz'Alpe. Il lavoro secolare degli abitanti della valle ha lasciato il segno nei muretti a secco di sostegno, lastre di pietra (in granito erratico portato dai ghiacciai) innalzate verticalmente a delimitazione della strada. Nell'ultimo tratto, il bosco cambia: si apre l'atmosfera ombrosa e solenne della pineta. Giuliana Panzeri
Alpeggi da salvare
Riassunto in massimo 200 parole:
Second'Alpe, un antico insediamento montano nella Foresta Demaniale dei Corni di Canzo, in provincia di Como, è stato oggetto di recupero archeologico fino al prossimo 20 agosto. Il luogo, che ospitava famiglie di carattere agrosilvopastorale, è stato distrutto nel dopoguerra e oggi è un "museo all'aperto" nel cuore della foresta canzese. Volontari da tutto il mondo, impegnati a riportare alla luce i resti del sistema di vita montano, lavorano ogni estate. Quest'anno, il focus è sui vani delle stalle al piano terra dell'antico borgo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo