Il presidente regionale di Federalberghi: «I governi devono garantire i fondi per la promozione» vittorio romano Catania. Un patrimonio architettonico e archeologico senza eguali, un mare cristallino, il fascino delle isole minori, il vulcano attivo più alto d'Europa. Qualsiasi Paese vivrebbe solo di turismo. Non la Sicilia. Dottore Torrisi, lei ha una visione privilegiata, in qualità di presidente regionale e vice nazionale di Federalberghi. Cos'è mancato e cosa manca? «È mancata all'inizio una regia uniforme che mettesse in link tutte le nostre risorse. Sono mancate una politica turistica e una legge sul turismo adeguate, regole certe per gli operatori e un nuovo regolamento per gli agenti di viaggio. E, soprattutto nel passato e non soltanto a livello regionale, una promozione adeguata del prodotto turistico. Infine, senza collegamenti diretti e con una rete ferroviaria obsoleta, è davvero arduo fare turismo da una parte all'altra dell'Isola». Quanto agli aeroporti, dice il dott. Nico Torrisi, «se Catania e Palermo recitano ruoli da protagonisti, non sono comprimari gli altri, soprattutto Comiso - presieduto da Rosario Dibennardo - la cui prossima apertura potrà attirare ulteriori presenze grazie ai voli low cost». In Italia e all'estero l'attività promozionale della Sicilia è efficace? «A livello nazionale dovrebbe farla l'Enit, che ha avuto un lungo periodo di commissariamento. Siamo felici che all'interno del nuovo cda sieda il nostro presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca. Contiamo che il governo dia un apporto importante in termini di fondi e risorse, serviti finora per pagare sedi e personale dell'Enit e, quindi, non destinati a una promozione efficace. Oggi sarebbe opportuno concertarla coi privati per evitare che sia diversa rispetto alla fase di commercializzazione». Quali responsabilità hanno la politica e gli addetti ai lavori? «La politica deve garantire la visione di medio e lungo periodo, ove ce ne sia una. Senza generalizzare, gli addetti ai lavori in passato hanno pensato a tirare le giacche piuttosto che avere una visione organica o di categoria. Da parte nostra, con associazioni di Confturismo (Faita, Fiavet e Fipe) stiamo combattendo in modo coeso per cercare di rimettere mano a una visione complessiva che non può prescindere da una giusta legge quadro sul turismo: quella attuale non ci soddisfa e, sebbene contempli la nascita dei distretti turistici, va rivista integralmente. E dovrebbe prevedere una partecipazione maggiore dei privati alle scelte programmatiche, senza per questo mettere le mani nel portafoglio degli assessori. Tuttavia, la nostra interlocuzione con l'attuale governo regionale è stata proficua, in particolare con l'assessore alle Attività produttive Marco Venturi, col dirigente Marco Romano e col direttore Salerno dell'assessorato al Turismo. Per esempio, abbiamo apprezzato molto le scelte relative al Por per la ristrutturazione e riqualificazione degli alberghi». In un mercato del turismo globale con una concorrenza spietata, Italia e Sicilia hanno competitor come Spagna, Grecia e Croazia che offrono pacchetti a prezzi più bassi. Come si può ovviare? «In un momento di crisi abbassare i prezzi è stata la prima soluzione. Ma questo, alla lunga, non solo erode i margini, ma anche il livello qualitativo dell'offerta. Nei Paesi citati c'è stata una seria politica turistica nazionale, mentre da noi, ad esempio, l'Iva continua a essere molto più alta rispetto alla media europea, s'è aggiunto l'ulteriore balzello della tassa di soggiorno e non si fa una vera lotta all'abusivismo». Il turismo congressuale quanto incide? «Tantissimo. Per questo bisogna migliorare o realizzare i palazzi dei congressi. Il nostro territorio ha due vantaggi competitivi, quello localizzativo, per la centralità nel Mediterraneo, e quello climatico che consente, come capita già da qualche anno a Catania grazie al lavoro eccellente dell'Etna Convention Bureau, di spalmare gli eventi durante tutto l'anno. Di recente, proprio in relazione all'ECB, abbiamo avuto un incontro col presidente della Provincia Castiglione. Speriamo che questi, coerentemente con quanto a noi dichiarato, prosegua con un percorso che ha portato benefici enormi alle imprese affiliate e all'indotto. Il percorso s'è interrotto per problemi burocratici e perché alcuni dirigenti della Provincia non sono stati altrettanto solerti rispetto alle dichiarazioni d'intenti del presidente». A chi sostiene di vederla presto in politica, cosa risponde? «Che deve cambiare oculista». 15082011
SICILIA -Torrisi: Turismo, serve una giusta legge quadro
Il presidente regionale di Federalberghi, Dott. Nico Torrisi, sostiene che i governi devono garantire fondi per la promozione del turismo in Sicilia. Il patrimonio architettonico, il mare cristallino e il vulcano attivo più alto d'Europa sono un'attrazione unica per il turismo. Tuttavia, mancano una regia uniforme, una politica turistica e una legge sul turismo adeguate, nonché una promozione adeguata del prodotto turistico. Anche la rete ferroviaria obsoleta e gli aeroporti non sono sufficienti per facilitare il turismo.
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