La demolizione delle ex Poste era bloccata da un procedimento giudiziario «Mostro» del Pratellino, the end. Il tribunale del riesame ieri ha deciso di dissequestrare il palazzo delle ex poste del Ponte al Pino, da anni fatiscente e degradato. E ora Palazzo Vecchio può abbatterlo: «Entro agosto lo scheletro andrà giù», esulta il sindaco Matteo Renzi su Facebook. Nelle scorse settimane la struttura era stata sigillata per reati ambientali e per una denuncia della società Gala: ieri probabilmente lultima puntata. Restano i sigilli del Noe per il liquido rosso nei tombini ma il Riesame si esprimerà il 16 Nuova puntata della storia delle ex poste di via del Pratellino. Forse una di quelle conclusive. Ieri il tribunale del riesame di Firenze ha deciso di dissequestrare larea, una provvedimento che dovrebbe portare alla tanto attesa demolizione dello scheletro sporco di ruggine entro la fine di agosto. I giudici hanno accolto il ricorso dellavvocato del Comune Claudio Visciola contro il sequestro stabilito dal gip Michele Barillaro disponendo che la polizia giudiziaria renda limmobile allamministrazione. Il gip aveva bloccato le ex poste nellambito di un procedimento penale nato dalla denuncia della società Gala (titolare di un preliminare dacquisto annullato dal tribunale) contro il dirigente del dipartimento urbanistica di Palazzo Vecchio, Domenico Palladino, accusato di abuso dufficio per aver ordinato la demolizione. Il 25 ottobre si terrà unudienza di questa vicenda penale. Il riesame ha sottolineato come «non vi sono dubbi sulla corretta adozione da parte del Comune dellordinanza» che prevede la distruzione dellimmobile. Si ricorda che limmobile venne costruito in via eccezionale in contrasto con il regolamento urbanistico che vigeva allora (nel 1968) e quindi sulla base di un titolo precario. Tra laltro cera una clausola in cui il comune si riservava la facoltà di richiedere in qualsiasi momento e a sua discrezione la demolizione del fabbricato. Il tribunale spiega inoltre che «non vi sono dubbi che anche dopo i due interventi di bonifica effettuati nel 2003 e nel 2005 in alcune parti delledificio residuassero fibre di amianto. Il Comune ha quindi proceduto correttamente, in vista della demolizione, alla bonifica definitiva delledificio, già completata con esito positivo, come attestato da certificazione Asl del 27 luglio 2011». Proprio per il rischio amianto, segnalato alla fine di luglio da alcuni cittadini, una parte delle ex poste sono ancora sotto sequestro. «La prossima settimana si deciderà e secondo me avremo una decisione simile a quella di oggi - spiegava sempre Visciola ieri - Del resto la stessa Arpat ha detto che non cè amianto nella struttura». Ieri mattina su Facebook il sindaco Renzi ha parlato di «piccole (grandi) soddisfazioni amministrative» e ha annunciato il dissequestro e la demolizione entro la fine del mese delledificio in rovina. Per via del Pratellino il sindaco pensa ad un parcheggio per le macchine da 60 posti.