Gli ambulanti: noi non ci spostiamo. Il Comune: calma e parliamone «I lavori vanno fatti e subito», Il vicesindaco studia un percorso che possa portare a una scelta condivisa PISA. Il primo settembre dovrebbe iniziare il graduale spostamento delle bancarelle di Piazza del Duomo a Pisa per permettere l'installazione del cantiere di lavoro per un intervento di restauro al Museo delle Sinopie. Il Comune va avanti per la sua strada, ma c'è un problema: «Noi da qui non ci spostiamo di un solo centimetro», dice Giulio Garzella, vicedirettore della Confesercenti pisana annunciando dunque un braccio di ferro. Il Comune, l'Opera della Primaziale e la Sovrintendenza hanno intenzione di sedersi al tavolo con i bancarellai una volta delineato il quadro completo degli interventi. Però la questione dello spostamento delle bancarelle (ne dovrebbero essere rimosse almeno 22) è un argomento delicatissimo e sicuramente ci saranno ancora polemiche. PISA. Il primo settembre inizierà il percorso che porterà ad un graduale spostamento delle bancarelle che insistono sulla Piazza del Duomo per permettere la cantierizzazione del Museo delle sinopie. Paolo Ghezzi, vicesindaco del Comune e col sindaco in ferie temporaneamente numero uno di Palazzo Gambacorti, lo dice chiaro: «I lavori per il restauro e la staticità del Museo delle sinopie sono non solo necessari ma anche urgenti». Ma: «Noi da qui non ci spostiamo di un solo centimetro», promette Giulio Garzella, vice direttore della Confesercenti annunciando dunque un braccio di ferro con l'amministrazione. Quanto dichiarato dal presidente dell'Opera della primaziale Pierfrancesco Pacini sull'urgenza dei lavori al Museo delle sinopie, trova dunque piena sponda nell'amministrazione comunale. «Ad agosto - precisa Ghezzi - non è possibile fare nulla e stiano tranquilli tutti gli esercenti della Piazza del Duomo perché qualsiasi decisione di eventuali spostamenti verrà discussa con gli operatori. Ma li incontreremo quando la cornice del percorso degli interventi avrà un minimo di consistenza». Dunque, il Comune, la Primaziale, la Sovrintendenza si siederanno al tavolo con i bancarellai una volta delineato il quadro completo degli interventi in modo da prospettare loro ipotesi progettuali concrete e recepire le osservazioni necessarie dei diretti interessati. La questione dello spostamento delle bancarelle (ne dovrebbero essere spostate almeno 22) è argomento delicatissimo perché l'intera Piazza (e non solo la Torre) è patrimonio dell'Unesco dal 1987. «Non si tratta solo ed esclusivamente di metterci d'accordo tra di noi - dice Ghezzi - bensì bisogna che i nostri interventi siano coordinati col piano di gestione dell'Unesco che prevede parametri di rispetto e tutela non solo della Piazza del Duomo ma anche di tutte le strade e gli spazi di accesso alla stessa». Il piano di gestione dell'Unesco è stato recepito da una legge nazionale del febbraio del 2006. L'amministrazione comunale ha ben presente sia la lettera del presidente Pacini che le esigenze dei commercianti, ma da Palazzo Gambacorti la volontà che emerge è chiara e cioè che i lavori devono essere fatti e in fretta. «Noi non ci spostiamo di un solo centimetro» è però per il momento il verbo enunciato da Garzella. La Confesercenti, che riunisce la maggior parte dei bancarellai, argomenta la netta presa di posizione, facendosi scudo del diritto e delle leggi. «Noi stiamo qui in base al regolamento del commercio - dice Garzella - firmato dall'allora sindaco Fontanelli». Oltre a questo, i commercianti di Piazza del Duomo hanno vinto un ricorso al Tar rendendo di fatto carta straccia il decreto Ronchey che imponeva lo «sfratto» delle bancarelle dalla piazza. Garzella apre comunque al confronto dicendo: «Potremmo al massimo spostarci più verso il centro della piazza ma solo in via transitoria, giusto per permettere il cantiere alle spalle delle bancarelle». Confesercenti lamenta anche il fatto di non essere mai stata convocata ufficialmente. «Leggiamo sui giornali che ci sbattono prima alla caserma Bechi Luserna, e poi al Santa Chiara - esclama Garzella - ma di fatto nessuno ci interpella mai ufficialmente. Ma noi non siamo la banderuola che si sposta col vento». La Confesercenti fa sapere anche che non è disposta a trasferirsi in via momentanea né tantomeno in maniera definitiva in un luogo che abbia meno turisti della Piazza del Duomo. «Se sotto la Torre - dice Garzella - ci sono 4 milioni di turisti, noi non accetteremo uno spazio alternativo dove ne arrivino anche più della metà». Il riferimento e dunque la bocciatura, è ad una ventilata ipotesi di trasferimento
TOSCANA - PISA - Bancarelle, nuovo braccio di ferro
Il Comune di Pisa ha deciso di spostare le bancarelle della Piazza del Duomo per permettere l'installazione del cantiere di lavoro per un intervento di restauro al Museo delle Sinopie. Il vicesindaco Paolo Ghezzi ha annunciato che il primo settembre inizierà il percorso di spostamento delle bancarelle, che dovrebbero essere almeno 22. La Confesercenti, l'associazione dei commercianti di Piazza del Duomo, ha reagito con un braccio di ferro, affermando che non si sposteranno di un solo centimetro. Il presidente dell'Opera della Primaziale Pierfrancesco Pacini ha dichiarato che i lavori al Museo delle sinopie sono urgenti e necessari.
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