La proprietà ancora non è passata alla Diocesi, chiesto l'intervento della Soprintendenza Escrementi e sporcizia: affreschi a rischio Protestano le associazioni per la chiesa dell'ospedale, è scomparsa anche la campana Muffa, escrementi di piccioni e topi, affreschi consunti, il tetto che assomiglia a uno scolapasta di seconda mano. La chiesa della Madonna delle Grazie continua a versare in pessime condizioni. Nelle settimane scorse un gruppo di associazioni locali hanno deciso di tirare fuori di nuovo questa storia tristemente ricoperta di polvere. La chiesetta, già Santa Maria ad Portam, è stata inglobata nei secoli scorsi nel fabbricato dell'ex ospedale San Giovanni di Dio, venduto poi a privati per costruire appartamenti e locali per attività commerciali e uffici. «Nella vendita - segnalano i gruppi scesi in campo in difesa della struttura sacra - si dice sia entrata anche la chiesetta, che oggi sarebbe privata. Al suo interno, vi sono affreschi di origine senese, quindi del 1400 che, oltre a rappresentare per Orbetello l'unica testimonianza artistica di quel periodo storico, sono un bene culturale che una comunità, nazionale e locale, non può permettersi di perdere». La palla, ormai in movimento, è stata raccolta anche da don Pietro Natali, parroco della concattedrale di Orbetello. «La chiesa - afferma - non può essere destinata ad altro uso». Il sacerdote, seduto nel suo studio, racconta: «Quando era in atto la pratica della lottizzazione dell'ex ospedale, che inevitabilmente rischiava di comprendere anche la chiesa, l'allora vescovo si rivolse alla vecchia amministrazione comunale per avere lumi sullo stato del procedimento. In quell'occasione - va avanti - mi venne riferito che, secondo quanto previsto dalla trattativa, la chiesa, con un atto di donazione, sarebbe passata di proprietà dall'Asl al Duomo. Purtroppo il trasferimento non è mai avvenuto». Don Pietro, con tutta la calma di questo mondo, prosegue: «Non possono modificare la destinazione d'uso della Chiesa. Questa storia deve essere chiarita: basti pensare che la conferenza episcopale, con i beni culturali, ha approvato un contributo destinato alla restaurazione della chiesa di San Giuseppe (100mila euro), mentre per la Madonna delle Grazie non si può fare niente perché non è di nostra proprietà. La chiesa - rivela don Pietro - ha un forte legame con la popolazione, la quasi totalità degli orbetellani è stata battezzata lì». Rabbia e delusione, due sentimenti che spesso vanno a braccetto e che nella circostanza si fondono a un giallo, già portato in luce dal pool di associazioni interessate alla questione della chiesa. «Come se non bastasse è scomparsa nel nulla la campana, del 1488, che portava la scritta "Vocat ad Mariam". Un anno e mezzo fa - ricorda don Pietro - mi segnalarono la cosa. Sono salito su un appartamento accanto all'ex ospedale e la campana non c'era più. Essendo consacrata, non può essere soggetta a compravendita. Inoltre - conclude - tante altre suppellettili si sono deteriorate, delle statue sono state tolte. Un affresco del Neroccio (scuola senese), grazie all'intervento dei vigili del fuoco di Orbetello Scalo, è stato trasferito in Duomo, almeno so che lì è al sicuro». Il Comune, per la cronaca, sta monitorando la situazione e a breve convocherà la società Global Service - proprietaria dell'ex ospedale - e informerà la Soprintendenza. L'assessore al Bilancio Luca Aldi, a tal proposito, dichiara: «La chiesa risulta acquistata dai privati insieme a tutto il complesso nel 2003, siamo riusciti a venirne a capo attraverso lo studio dell'atto d'acquisto. Dello stato d'abbandono si era già occupata in passato l'associazione culturale Gastone Mariotti, che aveva segnalato il tutto alla Soprintendenza e agli Enti senza avere però il risultato sperato. È stata recentemente ribadita la cosa da parte di associazioni locali- sottolinea - oltre al circolo culturale Mariotti, anche da parte di Colli e Laguna, Aics di Talamone e l'associazione LegalMente. Come amministrazione abbiamo intenzione di convocare i legali rappresentati della società Global Service e informare del problema la Soprintendenza stessa». Quello che tutti a Orbetello vorrebbero, e la riapertura della piccola chiesa e anche il recupero delle tante opere d'arte che sono contenute al suo interno.