«Con il cemento non si torna mai indietro. Quando si deturpa e si distrugge, la ferita inferta al paesaggio non si rimargina. A San Vincenzo siamo ancora in tempo, il sindaco ci ripensi». Salvatore Settis, ex direttore della Normale di Pisa, conosce bene i progetti sul parco di Rimigliano. Settis si è occupato di San Vincenzo anche in Paesaggio, Costituzione, cemento, un saggio uscito per Einaudi nel 2010. Professore, il sindaco Biagi si dice pronto a portare in consiglio comunale la variante al regolamento urbanistico che darà il via al progetto dei privati. «Spero che non lo faccia e che dia ascolto allassessore Marson, che ha suggerito di aprire il confronto con i cittadini, i comitati e le associazioni ambientaliste. Quel progetto non ha nulla a che vedere con quello che mi prospettò mesi fa, quando mi fece visitare la tenuta. Così come è, la variante rischia di rovinare un parco naturale meraviglioso, dove ancora resistono la macchia mediterranea e specie faunistiche da salvaguardare». Il sindaco dice di aver ridotto di molto le ambizioni dei costruttori rispetto ai programmi di Tanzi. «Non è un argomento valido. Se dicessi che ho intenzione di uccidere 25 persone e poi ne ammazzassi solo 15, nulla ridurrebbe la mia colpa. Durante quella visita, un anno fa, il sindaco mi parlò del pieno recupero della case poderali, senza un aumento di cubature e nel rispetto delle caratteristiche architettoniche. Poi ho appreso dai giornali dellalbergo da 6.000 metri quadrati e che le residenze si costruiranno considerando addirittura le volumetrie di vecchi pollai e tettoie». Da dove ripartire, allora? «Dalla salvaguardia e quindi da un recupero vero che prediliga la vocazione agricola. Non un metro cubo in più deve essere costruito rispetto a ciò che esiste. Si dice di voler promuovere un turismo di alta qualità. Bene, lalta qualità non si ottiene con le strutture ricettive, villaggi per ricchi e uno sviluppo che prelude ad altro consumo di suolo». Che intende? «I confini della tenuta di Rimigliano sono a meno di 300 metri dal mare. Se penso agli ultimi anni di urbanistica a San Vincenzo, non faccio fatica ad immaginare altro cemento e altro business alimentato dal mattone. San Vincenzo è già martoriato. Le amministrazioni, spiace dirlo, tutte di sinistra, hanno gettato colate su colate rendendolo uno dei Comuni meno virtuosi in fatto di consumo del territorio. In Toscana la media è del 4, qui siamo al 17. Qui sono riusciti perfino a ricoprire di calcestruzzo 700 metri di spiagge per fare un porto». Del resto, gli oneri di urbanizzazione e lIci sulle seconde case fanno gola? «Questo è leffetto perverso della legge Bassanini, che consente di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente. In Italia ormai il territorio è diventato la mucca da mungere per risolvere qualsiasi cosa. Così, in nome delle difficoltà economiche, ci si lancia in unaggressione al paesaggio scellerata. La regola è: consumare fino allultimo centimetro. Invece, oltre una certa soglia, uno dovrebbe riflettere e dire: fermiamoci. E arrivato il momento che lo faccia anche Biagi». Il sindaco sostiene di non poter negare un «diritto sacrosanto» che la proprietà ha acquisito 13 anni fa. «Per me sacrosanta è solo la Costituzione, e allarticolo 9 proclama la priorità del bene comune sul profitto privato. Ma spesso lunica moralità espressa dalla politica in Italia è quella di un asservimento totale al denaro e a intrecci vischiosi che hanno consegnato il paesaggio nelle mani sbagliate». (m.n.)
TOSCANA - Rimigliano a rischio cemento Settis: "Il sindaco ci ripensi"
Il sindaco di San Vincenzo, Biagi, ha espresso la sua intenzione di portare in consiglio comunale una variante al regolamento urbanistico che consentirebbe la costruzione di nuove strutture private nel parco di Rimigliano. Il professore e sostenitore del paesaggio, Salvatore Settis, ha espresso la sua opposizione al progetto, affermando che rischia di rovinare un parco naturale meraviglioso e che il sindaco non ha fatto abbastanza per ridurre le ambizioni dei costruttori. Settis ha anche criticato il fatto che il sindaco abbia promesso un recupero del parco senza aumentare le cubature e senza rispettare le caratteristiche architettoniche.
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