Larcheologo Mandolesi "I colori sono molto antichi Confermato il legame con il Levante mediterraneo" «Quello appena rimosso potrebbe essere lultimo grande lastrone in pietra giunto intatto fino a noi». È passata qualche ora dallapertura della camera ritrovata nel Tumulo della Regina nella necropoli etrusca di Tarquinia, ma si sente ancora lemozione nella voce di Alessandro Mandolesi, direttore degli scavi. «Era stata sigillata 2.700 anni fa», spiega larcheologo che sottolinea limportanza della scoperta. Davanti agli occhi degli archeologi dellUniversità di Torino e della Soprintendenza allEtruria meridionale è apparsa una piccola camera, intatta, con intonaci dipinti. Il terriccio che la invade lascia intravedere letti funerari o un altare in pietra. «La rimozione ha messo in evidenza un bellissimo profilo dipinto della porta ad arco. I colori sono i più antichi della pittura etrusca: il rosso e il nero», spiega Mandolesi. Ed è proprio il legame con il Levante mediterraneo lelemento di spicco che sta emergendo. «Lanno scorso avevamo trovato questo ingresso a cielo aperto e i resti di un rarissimo intonaco in gesso alabastrino. Testimonianze simili ci sono a Cipro, in Egitto e nellarea siro-palestinese. E ora a Tarquinia». E poi la presenza di pitture, tra le più antiche dellarea, che confermano la presenza una "pinacoteca sotterranea".
Tarquinia, dopo 2700 anni si apre il tumulo della Regina
A Tarquinia, in Etruria, è stata scoperta una camera funeraria intatta nel Tumulo della Regina, con intonaci dipinti e pitture. La camera è stata sigillata 2.700 anni fa. Gli archeologi hanno trovato un profilo dipinto della porta ad arco con colori antichi, come il rosso e il nero, e elementi che confermano il legame con il Levante mediterraneo. La scoperta è importante e conferma la presenza di una "pinacoteca sotterranea" nell'area. La camera è stata rimossa e gli archeologi stanno analizzando i resti.
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