L'assedio dei visitatori al sacrario, in difficoltà i due Lancieri di Montebello di guardia Foto ricordo, bivacchi e saluti romani sotto il monumento C'è chi posa seminudo, chi se la ride e chi si fa fare la foto ricordo con un bel saluto romano. L'altare del Milite Ignoto, in piazza Venezia, continua a subire l'offesa giornaliera e le scorribande di migliaia di turisti. I quali probabilmente ignorano che là dentro, in mezzo ai bracieri, sono sepolti i resti di un soldato caduto nella Prima Guerra Mondiale. Il video delle scorribande davanti al monumento si può guardare sul sito on-line de II Messaggero www.ilmessaggero.it Immobili e silenti davanti alla passerella di modelle russe che improvvisano una sfilata senza remore a pochi passi dalla tomba del Milite Ignoto. Sguardo fisso e braccio teso a sorreggere la bandiera mentre bimbi, nonostante i divieti, scalano i gradini del Vittoriano. Devono restare impassibili anche quando un giapponese, dopo la foto famiglia, fa rivivere un fotogramma della storia più triste: l'uomo alza il braccio, lo stende, fa il saluto romano e grida «Sieg Heil", il saluto alla Vittoria usato nei raduni della Germania di Adolf Hitler. Nulla hanno potuto i due militari del Reggimento Lancieri di Montebello che ieri, vero le 12, erano di turno al Milite Ignoto per la guardia d'onore. Troppo irruente l'assedio dei turisti a quel sepolcro trasformato in un palcoscenico per conquistare la tanto agognata foto ricordo. Ad allontanare i turisti più irrequieti ci sono i volontari dell'Associazione Nazionale Carabinieri, gentilissimi e attenti volontari che hanno però solo l'arma del fischietto per riportare un po' d'ordine. Ma c'è un altro problema: l'area a ridosso dell'Altare è zona militare. Tradotto: non possono intervenire né i volontari, né i carabinieri che ogni giorno pattugliano l'entrata del Vittoriano su piazza Venezia. Capita così che un gruppo di modelle russe possa scambiare il sepolcro per la passarella di un'improbabile quanto fuori luogo sfilata: spalle all'Altare, baci lanciati all'obiettivo della macchina fotografica e pose di ogni genere. Passa qualche minuto e c'è quel turista giapponese che fa il saluto romano, mentre due signore osservano quasi spaventate. Ma lo spettacolo davanti al milite ignoto e indifeso non finisce così: c'è un turista americano, maglietta bianca e pantaloncini beige, che si appoggia a una colonna e fissa i militari, chissà in cerca di cosa. Un altro, seduto su degli scalini, che legge il giornale e un'altra che bivacca. Tantissimi poi i bambini lasciati liberi di arrampicarsi sugli scalini vietati, quelli che soltanto le più alte cariche militari e istituzionali possono calpestare. L'irruenza dei turisti, nell'aprile scorso, aveva costretto uno dei lancieri a interrompere l'immobilismo che contraddistingue il picchetto d'onore al Vittoriano: il militare intimò i turisti di allontanarsi con un gesto perentorio. «Quando svolgono il servizio d'onore gli altri corpi c'è sempre un terzo militare che sorveglia l'area impedendo ai turisti di avanzare troppo» spiega uno dei volontari dell'Associazione Nazionale Carabinieri. Il comando militare della Capitale fa sapere che «il numero di militari impiegati al Milite Ignoto è lo stesso per ogni corpo: ci sono i due uomini che svolgono il picchetto d'onore e il comandante della guardia, che non ha l'obbligo di stare davanti al Milite Ignoto». Il terzo militare, che ha la gestione del servizio, si trova di base nel corpo di guardia. «E' suo compito fare dei giri di controllo davanti al Milite Ignoto - aggiunge il comando - ma non ha l'obbligo di stazionare per tutto il turno davanti ai due militari che svolgono il servizio d'onore». Ieri alle 12 circa e poi dopo le 17 a sorvegliare il Milite Ignoto c'erano solo due militari.