Altri guai per Brera. Dopo l'incidente allo «Sposalizio della vergine» di Raffaello, la Uil Beni Culturali torna alla carica: «Nella Pinacoteca ci sono stati altri gravi episodi che hanno coinvolto la «Pietà» di Lorenzo Lotto e «San Girolamo penitente» di Tiziano. «Per una settimana è caduta tanta acqua da rendersi necessaria la copertura dei quadri». L'ex assessore Massimiliano Finazzer Flory: «Più poteri al Comune». L'ex assessore: con fondi limitati ho fatto il possibile. Serve una Fondazione Finazzer: Brera, più poteri al Comune. Ma nella mia giunta interessava a pochi Largo ai privati «Governance al Comune per fare passi in avanti e incentivare l'ingresso dei privati» È federalista senza essere leghista, sa che Boeri farà bene perché «ha più deleghe di me» e difende il lavoro svolto con la vecchia giunta, «anche se solo io e Edoardo Croci continuiamo a insistere su Brera, nel silenzio totale». Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura di Letizia Moratti, autore e interprete teatrale (in questi giorni sta preparando il prossimo Festival di Ravenna), dice la sua sul tema Pinacoteca - Accademia: «Serve un progetto di quartiere». E cioè? «Brera deve diventare un distretto culturale, non solo il museo». Si dice da 40 anni... «E' vero, ma la colpa è dell'infinito rimpallo tra Stato ed enti locali. Se la governance di Brera fosse del Comune, si sarebbero fatti numerosi passi in avanti». Per esempio? «Si poteva partire dagli interventi più semplici: più servizi, un biglietto integrato con Palazzo Reale, il Duomo e il Castello, il coinvolgimento dei giovani». Lei non aveva il potere di dare impulso a tutte queste iniziative? «Se avessi avuto i soldi, lo avrei fatto eccome. Con il direttore di settore avevamo studiato anche un modo per aprire Palazzo Citterio a basso costo: servivano 12-15 milioni di euro». Mancava la volontà politica? «Sarebbe ingiusto dirlo, Letizia Moratti mi ha consentito di lavorare in piena autonomia». Anche i suoi colleghi di giunta? «Quando si parlava di Brera solo io e Croci sembravamo interessati al tema. Ma il problema restano i soldi». Lo dice anche il commissario straordinario Resca. «Per quello dico che bisogna incentivare l'ingresso dei privati». Quindi è d'accordo con il progetto di Letizia Moratti? «Ovviamente. In questo senso va inserito un progetto di federalismo culturale: se lo Stato è lontano, solo una Fondazione può salvare Brera. Di questi tempi le città hanno bisogno di poca ideologia e molta coesione». È un invito alla giunta di Pisapia? «Ma guardi che questa amministrazione è avvantaggiata rispetto alla nostra. Gli assessori sono di meno e le deleghe più concentrate. Boeri, per esempio, può lavorare con la moda e il design. E ha più budget di me». Lei doveva litigare con tutti? «Io non avevo i poteri per mettere mano al fascicolo Brera». Un consiglio a questa amministrazione? «Se ci sono i soldi per la cultura, il Comune li investa in opere pubbliche e lasci ai privati le mostre. E dia il via a una buona pratica statunitense: l'intitolazione a famiglie cittadine di alcune sale dei musei. E' un ottimo sistema per reperire fondi».