Crescono del 10 le visite di turisti ai musei milanesi, ma la situazione alla Pinacoteca di Brera resta critica. Lunedì, Ferragosto, la struttura resterà chiusa - come molte altre - anche per una protesta dei dipendenti. Intanto lo stato di conservazione dei quadri è sempre più preoccupante. Dopo quello di Raffaello, altre 3 opere - secondo la Uil - sono minacciate dalle infiltrazioni d'acqua La Uil: altri quadri a rischio. E i dipendenti lunedì non lavorano Sempre più grave la situazione della Pinacoteca di Brera mentre - secondo un allarme lanciato ieri dalla Uil - altri quadri sono a rischio, il museo dopodomani sarà chiuso. Negli scorsi anni Ferragosto - che è anche il compleanno della struttura, aperta il 15 agosto 1809 - ha fatto segnare un boom di presenze a Brera. Anche perché i musei sono una delle cose che a Milano funzionano, a detta dei turisti stranieri. Parole e giudizi che trovano conferma nei fatti e nelle cifre: l'offerta museale milanese registra infatti quest'anno un lusinghiero 10. A dispetto di queste cifre, però, a dispetto della necessità di reperire fondi per salvaguardare la struttura e i capolavori che ospita, lunedì la Pinacoteca - come pure il Cenacolo vinciano - resterà chiusa. I fondi - 1,4 milioni - promessi dal ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan non arriveranno prima dell'autunno, quel po' che Brera può fare da sé nel frattempo viene vanificato dalla chiusura ferragostana. Sottolineando che «il termine de131 dicembre 2015 previsto per la realizzazione della Grande Brera è fallito!», la Uil rimarca che la chiusura di dopodomani è la conseguenza dell'opposizione sindacale all'ingresso di privati nella gestione della struttura: «Sulla Fondazione i lavoratori di Brera si sono dichiarati nettamente contrari tanto che per protestare contro tale ipotesi la Pinacoteca di Brera ma anche il Cenacolo Vinciano così come la stragrande maggioranza dei siti di Milano e della Lombardia rimarranno chiusi a Ferragosto». Sì alla mano pubblica e no al libero mercato - apertura ai visitatori a pagamento a Ferragosto - la ricetta che il sindacato sembra preferire per salvaguardare la Pinacoteca (con annesso invito a Galan «a dire con certezza se quanto ha fatto dichiarare al suo consigliere Franco Miracco circa la "ricerca di finanziamenti" urgenti per Brera è confermato oppure no»), la situazione del museo va intanto aggravandosi, a detta della stessa Uil. Oltre il Raffaello - è l'allarme lanciato ieri - altri «gravi episodi di conservazione di opere» hanno riguardato La Pietà di Lorenzo Lotto e il San Girolamo penitente di Tiziano. «Per una settimana - spiega il sindacato - come risulta dal registro interno di consegna, nella sala n. 9 è caduta, dalle vasche di raccolta poste sul lucernario, non poca acqua tanto da rendersi necessaria la copertura» dei quadri «coi custodi costretti a mettere dei secchi per la raccolta dell'acqua e l'intervento dei restauratori. »Allo stesso tempo - prosegue - c'è da ricordare che da un po' di tempo la sala n. 32 dove erano esposti dei Fiamminghi e il dipinto di El Greco San Francesco in meditazione è stata disallestita e chiusa al pubblico per le infiltrazioni di acqua con tutti i quadri trasferiti in deposito». LA LEGA «Ci vuole la devolution del museo» «Solo il federalismo potrà risolvere i problemi della Pinacoteca di Brera, finchè rimarrà nelle maglie dei ministeri sarà difficile trovare una nuova alba per una risorsa di Milano ma gestita da Roma». A dirlo è Alessandro Morelli, consigliere leghista ed ex assessore al Marketing territoriale. «Il territorio, i privati e il Comune - prosegue - sono in grado di dare delle risposte alle necessità di Brera. Il Comune potrebbe sviluppare al meglio la ricchezza della nostra Pinacoteca se solo ne avesse la possibilità, invece la distanza con burocrazie di stampo romano allunga i tempi. Siamo pronti a lavorare con chiunque, privato e amministrazione, capisca che per una Grande Brera è necessario passare da una gestione centrale a una territoriale». L'assessore Stefano Boeri ha rivendicato alla giunta «attenzione costante alla situazione della Pinacoteca e alla realizzazione della Grande Brera». TELE NELL'ACQUA SPOSALIZIO DELLA VERGINE Opera di Raffaello, è stato spostato a causa di un'infiltrazione d'acqua nella parete sulla quale era appeso. LA PIETÀ Il quadro di Lorenzo Lotto è stato coperto per preservarlo da infiltrazioni d'acqua nella sala ove è in mostra. SAN GIROLAMO PENITENTE Esposto come la Pietà del Lotto nella stanza 9 della Pinacoteca, è stato a sua volta coperto per preservarlo dall'acqua. SAN FRANCESCO Il quadro dipinto da El Greco si trova esposto nella stanza 32 del museo, che è stata chiusa al pubblico a causa delle infiltrazioni d'acqua. 10 DI VISITATORI NEI MUSEI MENEGHINI L'offerta museale milanese trova grande apprezzamento nei turisti stranieri a Milano. musei sono indicati infatti come una delle cose che funzionano della città e il giudizio positivo trova riscontro nei dati: l'affluenza ai musei è aumentata del 10 (il solo Cenacolo ha avuto 69mila visite tra giugno e luglio).