I sindacati chiedono la Sovrintendenza speciale, Resca è d'accordo. La Bandera: troppo tardi, stiamo scoppiando MILANO - NO ALLA FONDAZIONE, sì alla Sovrintendenza speciale «come a Pompei e a Roma, dove, ad esempio, arriveranno le risorse di Mr Tod's», Diego Della Valle. Non ce l'hanno coi privati tout court i sindacalisti della Uil Bac. Ma vogliono un polo museale che metta insieme Pinacoteca e Cenacolo Vinciano, per ottenere l'autonomia nella gestione degli incassi che adesso finiscono dritti al Ministero dell'Economia. Al quale, poi, quello dei Beni culturali è costretto a bussare anche per finanziare la manutenzione. L'idea, che piace anche al commissario per la Grande Brera Mario Resca, metterebbe a disposizione due milioni di euro l'anno solo dalla Pinacoteca. Quattro quinti dei due milioni e mezzo che la sovrintendente Sandrina Bandera chiede al governo, via fondi del lotto, per mettere in sicurezza il tetto e l'impianto di climatizzazione. E ben più del doppio degli 800 mila euro di "paghetta" che Brera riceve ogni anno dal Ministero per pagare servizi e manutenzione ordinaria. «Il Cenacolo, che va bene e ha poche spese, potrebbe aiutare molto - aggiunge Bandera -. Ma la situazione ormai è così grave che la Sovrintendenza speciale non basterebbe. Bisognava pensarci anni fa, adesso serve un intervento corposo, unitario, perché qui stiamo scoppiando». LE PAROLE del ministro Giancarlo Galan (che prima ha assicurato la messa in sicurezza del tetto, poi ha aggiunto: «Basta provvedimenti tampone, ho promesso di reperire i soldi necessari per realizzare la Grande Brera») non tranquillizzano il sindacato: «Se il ragionamento è aspettare di trovare i finanziamenti per il progetto complessivo significa che sta passando anche lui il cerino al prossimo ministro per i Beni culturali». La sovrintendente, invece, è sollevata: «Galan ha colto nel segno, per Brera bisogna pensare in grande, a livello internazionale. Deve diventare un museo moderno e dinamico, con spazi per mostre e conferenze e servizi come quelli dei nuovi musei che nascono a Milano. Ai sindacati ricordo che queste attività creeranno nuovi posti di lavoro». LA FONDAZIONE per la Grande Brera invece è l'idea sulla quale Ministero e commissario stanno tornando a ragionare dopo la proposta di Letizia Moratti di aggregare una cordata d'investitori privati. I sindacati non la volevano ai tempi di Sandro Bondi e non la vogliono adesso: ricordano che «i lavoratori si sono già dichiarati nettamente contrari» e «protestare contro tale ipotesi» è una delle ragioni per cui Pinacoteca e Cenacolo resteranno chiusi a Ferragosto. La sovrintendente non è d'accordo: «Per la Grande Brera serviranno anche i privati, non c'è da temere per il controllo pubblico perché lo Stato mette il suo patrimonio, i capolavori di Brera». Il commissario Resca è netto: «Il progetto per la Grande Brera c'è, ora servono fondi minimi per portarlo avanti o non se ne fa nulla. Lo Stato può mantenere la gestione diretta e cercare di aggregare i privati, o lasciare la ricerca di fondi ai privati coinvolgendoli in una fondazione. Vanno bene entrambe le strade, è una scelta politica e spetta al ministro Galan. Con lui sono in totale sintonia».