Non è stato un bombardamento ma la mano dell'uomo, anzi della ruspa: Villa Malcangi, storica dimora signorile testimonianza dell'architettura di più di un secolo fa, è stata abbattuta. In barba a tutti i vincoli, ed alla storia: lo denuncia solo Legambiente, che alcuni mesi fa in realtà lo aveva ipotizzato lanciando un allarme inascoltato, parlando di «grave scempio per l'abbattimento di fondamentale testimonianza culturale e storica di Trani al punto da lasciare un'importante certificazione anche nella toponomastica: Villa Malcangi (negli ultimi decenni denominata Villa Di Corato per il nome dell'ultimo proprietario) è un bene tutelato dal recente Pug di Trani che la riporta nella scheda n. 21 della «Tavola 07.1C Atlante dei Beni Architettonici ed Archeologici», con peculiarità architettoniche costituite dalla posizione a ridosso del mare, dai giardini, dalle tre terrazze che la cingevano, dalle scalinate, dai pavimenti, e da altre caratteristiche che l'avevano portagiù le mani da villa malcangita ad essere citata anche in importanti riviste del settore come "AD" (Architectural Design)". Come abbiamo detto, Legambiente nel novembre scorso aveva ravvisato il grave rischio in cui incorreva la villa e il giardino ricco di piante secolari che la circondava, avviando una puntuale segnalazione alla Soprintendenza per i Beni Architettonici Dal libro scritto dall'a rch. Francesca Onesti intitolato "La campagna di Trani" (ed. Regione Puglia Crsec Trani), si legge infatti che «tra la fine dell'800 ed i primi decenni del '900 la zona compresa tra via Bisceglie e la Penisola di Colonna divenne il quartiere nel quale si concentrarono la maggior parte delle nuove ville. ....La speculazione edilizia, dagli anni Cinquanta in poi, ha distrutto la maggior parte di queste costruzioni, cancellando di fatto il quartiere così come gli antichi lo avevano pensato». Dice il presidente di Legambiente, Pierluigi Colangelo, che «evidentemente la speculazione edilizia citata dall'arch. Onesti è ben poca cosa rispetto a quella attuale; ma è sicuramente ben poca cosa rispetto a chi, ad ogni livello, dovrebbe controllare ma ritiene opportuno girarsi dall'altra parte per non vedere. Ebbene, ora che lo scempio è stato compiuto tra l'indecoroso silenzio degli amministratori e dei politici locali, vogliamo ricordare che l'abbattimento di Villa Di Corato costituisce, in soli due anni dall'entrata in vigore del Pug, il terzo scempio compiuto sui beni storici tutelati dallo stesso strumento urbanistico. Hanno subito la stessa vergognosa sorte Villa AntTrani villa turrisanaonacci e Villa Turrisana» (nella foto in basso a sinistra). Poi Legambiente affonda il colpo: «Ci chiediamo se l'azione della rapida demolizione di Villa Malcangi e degli altri beni incorsi nella stessa sorte sia stata innescata proprio dagli stessi vincoli del Pug. In tal caso prepariamoci all'abbattimento di tutti gli altri 32 vincoli rimanenti. Ci chiediamo come mai il lotto in cui sorgeva la villa era contemporaneamente destinato a zona di completamento ad alta densità e zona di interesse architettonico al punto da essere totalmente inedificabile: una palese contraddizione. Per noi l'abbattimento di un importante bene storico-architettonico come Villa Malcangi sia sicuramente grave quanto il recente indecoroso gesto di imbrattare con vernice indelebile l'abside della Cattedrale».