Dal Castello a Palazzo Reale guasti, pochi addetti e fondi all 'osso. Una bella moquette ricopre molte delle sale al piano terra di Palazzo Reale. Ma non è una scelta di stile: il pavimento in cotto va a pezzi, le mattonelle si alzano come un vecchio parquet e il budget del Comune non consente una nuova posa. «Facciamo colate di cemento per riempire i vuoti lasciati dalle piastrelle rimosse, poi si copre tutto con tessuti sintetici» racconta uno degli operai addetti alla manutenzione. Perché a Milano non soffre solo la Pinacoteca di Brera. Anche i musei civici, ospitati in palazzi antichi e in parte fatiscenti, pagano il conto di decenni di incuria e continui tagli di fondi. «Spesso quello che si fa è dare una mano di bianco, sperando che l'inconveniente non si ripeta» racconta un altro tecnico di Palazzo Marino, chiamato a intervenire quando i muri dei musei grondano acqua .Come lo scorso gennaio, quando (con due mesi di ritardo) è stata tappata la falla nel tetto di Palazzo Reale che aveva consentito alla pioggia di impregnare le pareti della Sala degli Arazzi, al primo piano. Due arazzi furono ricoverati in laboratorio per curare i danni provocati dall'acqua, ma a ogni forte precipitazione nuove macchie di umido compaiono sulle pareti. O come al Civico museo di Milano, in via Sant'Andrea, dove un impianto idraulico malandato costringe a periodici interventi di «asciugatura e ripristino» delle pareti, attraversate da tubi marci. A raccogliere le segnalazioni di inefficienze strutturali nei musei milanesi è Cgil, che fra le cause del degrado indica anche la scarsità di personale, dai manutentori ai guardiani notturni. «Negli anni passati la giunta Moratti ha dirottato su altre spese i fondi destinati alla cultura - dice Marzia Oggiano, segretario generale per la Funzione pubblica del sindacato - speriamo che in vista di Expo 2015 la nuova amministrazione riesca a ristabilire nel sistema dei musei milanesi standard da città europea». A leggere la lista dei guasti che interessano le sale da esposizione sembra che ci sia davvero tanto da fare. Lo scorso anno al Castello Sforzesco in più occasioni i tecnici intervennero per il surriscaldamento dei motori dell'impianto di condizionamento, i cosiddetti "fan-coil", e in almeno un caso si sono state segnalate «fiamme e principio di generale combustione». L'impianto elettrico della Galleria d'arte moderna, ospitata nella Villa Reale, è stato sostituito solo dopo un incendio provocato dal surriscaldamento di un quadro elettrico. Ma il problema era stato segnalato diverse volte, la prima undici anni fa. Nel deposito in via Rubattino, dove arrivano le opere d'arte in transito, da o verso altre città, per un anno e mezzo le guardie hanno contrastato le infiltrazioni dai soffitti: a ogni acquazzone spostavano quadri e statue nei punti asciutti delle sale, mettendo secchi dove l'acqua colava E restala situazione drammatica in cui versano i musei di area scientifica, con le vasche vuote e fatiscenti all'Acquario civico e il museo di Storia naturale perennemente allestito solo in parte. Il programma elettorale di Pisapia assicurava: «Saranno potenziati i musei civici e il grande patrimonio pubblico del Museo della Scienza e della tecnologia e della Triennale». Tutto sta a capire con quali soldi, vista la dieta forzata imposta dal bilancio in rosso alle casse degli assessorati.