Per i milanesi, non tutti s'intende, Brera è il quartiere che dal bar Giamaica si estende da una parte fino a via Borgonuovo, dall'altra fino a piazza del Carmine e via Mercato. Ottimo per una serata con gli amici, bei negozi e case da molti zeri. In mezzo c'è il gran palazzo che unisce accademia e pinacoteca, per tacere di biblioteca, orto botanico, osservatorio. Fanno parte anch'essi del colore locale, o poco più: se così non fosse, questa città non avrebbe tollerato che cadessero tranquillamente a pezzi. La politica, abituata a intervenire anche sulle minuzie, tace, indizio evidente del disinteresse nutrito dai propri elettori, a destra come a sinistra. Anche a volersi impegnare, però, sarebbe stato difficile trovare il modo: questa è infatti la nostra Pompei, che dipende dalla benevolenza dei ministeri romani, quello dei Beni culturali per le raccolte museali, quello dell'Istruzione per il resto. In termini pratici significa sciatteria e avarizia Nel tentativo di garantire maggiori spazi espositivi e didattici, nel 2008 venne finalmente concordato il trasferimento dell'accademia nell'ex caserma di via Mascheroni. La convenzione è agli atti, ma i dané non si sono visti. Con i fondi disponibili, il commissario straordinario Mario Resca, nominato da Bondi, non può neppure ordinare un caffè al bar, mentre la soprintendente Sandrina Bandera paga a malapena le bollette. Dalla mano pubblica, con i tempi che corrono, altro non ci si può attendere. Come per il Colosseo e per il ponte di Rialto, non resta che sperare nella generosità d'un mecenate. S'è fatta avanti Letizia Moratti. Qualche settimana fa ha incontrato il ministro Galan in compagnia di Aldo Bassetti, che guida gli amici di Brera, e di Salvatore Carruba, presidente dell'accademia. L'idea: una fondazione che si occupi di rastrellare soldi. Il Comune, che per il momento non ha scucito un euro, s'è però sentito escluso. "Manca un progetto", ha dichiarato con una punta di stizza l'assessore Boeri, che con l'ex primo cittadino ha il dente avvelenato. Risposta della Moratti: entro agosto sarà convocato un tavolo tecnico per mettere nero su bianco che cosa fare e come. Tutto si risolve insomma all'italiana: con una polemica In fondo sono soltanto quarant'anni che si discute di Grande Brera.
MILANO - Politici e milanesi non amano Brera. È la nostra Pompei.
Il quartiere di Brera a Milano è un luogo di grande importanza culturale, con accademia, pinacoteca, biblioteca, orto botanico e osservatorio. Tuttavia, la sua gestione è stata oggetto di polemiche e critiche. La politica locale sembra aver perso interesse nella gestione del quartiere, e la sua dipendenza dai ministeri romani rende difficile la gestione efficace. Nel 2008 è stato concordato il trasferimento dell'accademia in un nuovo sito, ma i fondi disponibili non sono stati sufficienti per realizzare il progetto. Oggi, il quartiere è in stato di abbandono, con i fondi disponibili utilizzati per pagare le bollette e non per migliorare le strutture.
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