Distacchi di intonaco e di cornicioni all'edificio monumentale in comune con la chiesa greco-ortodossa Non c'è solo il problema chiesa: transennato il camposanto di via Mastacchi In via Mastacchi transennato da dieci mesi anche l'edificio comune di servizio dei cimiteri Olandese-alemanno e Greco-ortodosso. Strano, ma vero: nessuno dei due (come pure la Chiesa degli Olandesi) compare nell'Elenco dei beni storici allegato al Prg di Livorno. Piove sul bagnato per la Congregazione Olandese-alemanna livornese. E' proprio il caso di dirlo visto che alla già critica situazione della Chiesa degli Olandesi da alcuni mesi si è aggiunta pure quella del cimitero monumentale appartenente alla stessa congregazione. Dall'8 novembre del 2010, infatti, a seguito di distacchi d'intonaco e di parti di cornicione, è transennato anche il fabbricato affacciato su via Mastacchi ed accessorio agli adiacenti cimiteri olandese-alemanno e greco ortodosso. L'edificio, che al piano terra reca la camera mortuaria ed a quello superiore l'abitazione del custode, è in condominio fra le due congregazioni confinanti che lo innalzarono insieme nel 1840 quando, dopo varie vicissitudini, venne loro concesso di realizzare ognuna il proprio camposanto al di fuori della cinta daziaria leopoldina. Divisi da un muretto all'interno dello stesso perimetro e con ingressi separati, il cimitero lato mare appartiene alla Congregazione Olandese-alemanna, mentre quello lato terra fa attualmente capo all'Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Post-Bizantini con sede a Venezia (www.istitutoellenico.org). Sta comunque di fatto che le condizioni generali del complesso cimiteriale appaiono assai degradate. Un discorso che vale anche per la Cappellina della Dormizione posta nel cimitero greco-scismatico ed anch'essa in abbandono come denunciato nel luglio scorso sul nostro giornale dalla prof.sa Maria Grazia Cagidiaco lamentando la disattenzione dell'Istituto Ellenico e sollecitando l'intervento degli organi competenti in collaborazione con l'Associazione Amici dei Musei, con il Fai e con il console onorario di Grecia.