Giorgio Petta Nostro inviato Termini Imerese. È un pozzo archeologico senza fondo Himera, la città fondata nel 648 avanti Cristo da un gruppo di calcidesi di Zancle e di fuoriusciti siracusani e che fu distrutta nel 409 a. C. dai Cartaginesi. Durò appena 240 anni, ma fu un periodo di grande splendore e ricchezza grazie ai contati e ai commerci con l'interno della Sicilia e con la Penisola, come dimostrano gli scavi archeologici sia nella città alta, che si trova su una collina di forma triangolare da cui si domina il fiume Imera e il mare Tirreno, e la città bassa. I primi scavi, nella città alta risalgono al 1963, mentre quelli nella città bassa - che portarono al recupero del Tempio della Vittoria - al 1929. È il tempio della Vittoria (un edificio imponente in stile dorico, lungo 55,91 metri e largo 22,45) il fulcro della storia della città, come spiega Francesca Spatafora, direttrice del Parco archeologico di Himera e delle aree archeologiche di Termini Imerese e dei Comuni limitrofi. «Himera - racconta - fu l'avamposto della grecità a nord della Sicilia occidentale, come Selinunte lo fu a sud. Oltre che strategico-militare, la sua rilevanza fu commerciale e politica. Il fiume Imera era navigabile e gli scambi con l'Etruria e altre aree erano rilevantissime. L'emporium, su cui abbiamo cominciato a lavorare, occupava un grande spazio nella città bassa nei pressi del fiume». Una ricchezza che fu la causa della sua fine. Nel 480 avanti Cristo - narra lo storico greco Erodoto - Terone, tiranno di Akgragas, invase la città e costrinse alla fuga Terillo, il desposta di Himera. Per nulla rassegnato, Terillo si rivolse ai Cartaginesi che arrivarono in suo aiuto con un notevole spiegamento di forze: trecentomila uomini e duecento navi al comando di Amilcare. Terone chiese aiuto a Gelone, tiranno di Siracusa, alla guida di una coalizione greca. Lo scontro tra i due eserciti si svolse nella parte bassa della città. Vinsero i greci e come riferisce Diodoro Siculo pochi cartaginesi riuscirono a ritornare in patria. Una vittoria schiacciante, «contemporanea - sottolinea la direttrice Spatafora - a quella inflitta a Salamina dai greci ai persiani». Per celebrare l'evento, fu costruito il Tempio della Vittoria, probabilmente dedicato a Zeus. La vendetta dei cartaginesi però covava. Annibale, nipote di Amilcare, dopo avere saccheggiato Selinunte, si diresse verso Himera. Lo scontro fu ferocissimo, ma per la città e i suoi abitanti non ci fu nulla da fare. Era il 409 avanti Cristo. Solo dopo alcuni anni fu concesso ad alcuni dei sopravvissuti di fondare, con gli stessi cartaginesi, la vicina Thermae Himeraiai, l'attuale Termini Imerese. Gli scavi più recenti nella parte bassa della città - più estesa di quanto si fosse finora immaginato, più o meno 120 ettari di cui soltanto 60 espropriati - hanno portato a risultati clamorosi. E questo grazie alla collaborazione con Rete ferroviaria Italia che sta realizzando il raddoppio della Palermo-Messina. Rfi ha accettato la proposta della Sovrintendenza di spostare - dopo due anni di saggi preventivi - il percorso in modo da tutelare l'area archeologica della città antica, ma si è impegnata anche di eliminare i binari della vecchia tratta che passano a pochi metri dai resti del Tempio della Vittoria. Non solo, ma ha partecipato attivamente - sborsando 12 milioni di euro e mettendo a disposizione operai e personale per la custodia - alla campagna di scavi che ha portato alla individuazione di una grande necropoli occidentale che si aggiunge alle quattro già individuate intorno alla città alta e alla zona est della città bassa. Una miniera di 20 mila reperti, 16 mila dei quali catalogati e su cui lavorano da due anni e mezzo un centinaio di persone, tra tecnici e operai. I reperti si trovano custoditi all'interno di decine di container. «Abbiamo trovato - spiega Francesca Spatafora - le fosse comuni dei soldati che parteciparono alla battaglia di Himera nel 480 avanti Cristo seppelliti, alcuni, con i loro cavalli. La quantità di reperti è enorme al punto che l'Asi, l'associazione degli industriali, ci ha messo a disposizione un magazzino dove realizzeremo anche un laboratorio di restauro». Le sepolture individuate sono diecimila. Nelle fosse comuni ci sono i soldati di Himera e dei greci di Sicilia - da Siracusa ad Agrigento - che parteciparono alla battaglia in cui fu ucciso anche Amilcare, il comandante cartaginese. I reperti finora portati alla luce dagli scavi di Himera - raggiungibile facilmente con l'autostrada Palermo-Catania, uscita Buonfornello, con indicazioni del sito - sono decine di migliaia e tutte di grande rilievo. «E dire - sottolinea la direttrice - che è stato scavato appena il 10 per cento della città alta. Non sappiamo cosa salterà fuori dalla città bassa, di cui ignoravamo l'esistenza fino a qualche anno fa. Ma le fortificazioni finora individuate, le necropoli, l'emporium ci fanno capire che la città era unica ed aveva almeno 35 mila abitanti, un numero enorme per l'epoca». Nell'area archeologica della città alta, caratterizzata da una struttura urbanistica ben definita e dalla presenza di tre templi e un'area sacra, non c'è videosorveglianza e i tombaroli sono sempre in azione, complici gli incendi dolosi - l'ultimo è di pochi giorni addietro - appiccati con grande spregiudicatezza e puntualmente denunciati dalla direttrice Spatafora alle forze dell'ordine. La visita all'Antiquarium - realizzato su progetto di Franco Minissi, inaugurato nel 1984 e poi chiuso per adeguamento alle norme di sicurezza per essere riaperto definitivamente al pubblico nel 2001 - è lo specchio della grandezza di Himera. Anche se si fa fatica, nel caldo estivo, percorrere il comodo itinerario su più piani dell'edificio con l'impianto di condizionamento dell'aria guasto da tre anni. E non è finita con i problemi, anche se è stato presentato il progetto di adeguamento per i portatori di handicap e per la realizzazione dei nuovi pannelli didascalici in più lingue oltre l'italiano. C'è però il distributore automatico di bevande e snack. All'ingresso, in bella mostra, dal 16 settembre 2010, la Phiale d'oro di Caltavuturo, il capolavoro trafugato e recuperato dopo una lunga vicenda investigativa e processuale portata avanti dalla Regione. I reperti esposti sono di grande bellezza e descrivono non solo i rapporti commerciali di Himera con il resto dei paesi che si affacciavano sul Mediterraneo, ma anche quelli con l'interno della Sicilia, allora popolata dai Sicani, di livello culturale e artistico notevolmente inferiore rispetto ai greci ma pronti ad imparare e ed imitare. Tra i reperti anche il disco di un atleta imerese che partecipò, come dimostrano tre anfore panatenaiche, ad una Olimpiadi in Grecia. Alcune delle vetrine sono dedicate ai Sicani, alla necropoli in contrada Santa Venera di Monte Riparato a Caltavuturo nonché ad altri siti archeologici delle Madonie, compresa una sezione subacquea dedicata al relitto della nave bizantina recuperata nelle acque di Cefalù. 11082011
La Sicilia
11 Agosto 2011
SICILIA - Himera, un pozzo archeologico ricco di tesori ancora da scoprire
GI
Giorgio Petta
La Sicilia
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
www.regioni.it · 11 Ago 2009
Piano rilancio edilizia: 9 Regioni al traguardo
la Repubblica · 11 Ago 2009
PALERMO - "Viaggio in Italia" di Mario Tozzi, il conduttore di "Gaia",
la Repubblica · 11 Ago 2009
TORINO - LUnità dItalia che divide il Polo. Scontro "virtuale" Crosetto-Cota: sullo sfondo la candidatura alle regionali
la Repubblica · 11 Ago 2009
CALABRIA - l'anno zero della Calabria
la Repubblica · 11 Ago 2009
PALERMO - Musei chiusi, orari ballerini il tour de force dei visitatori
Il Tirreno · 11 Ago 2009
TOSCANA - GAVINANA. Da Gavinana invito a Napolitano: Venga quassù l'anno prossimo per la festa di Francesco Ferrucci
la Repubblica · 11 Ago 2009
FA MALE ALLITALIA. La cultura snob. Laterza: i peccati degli editori
il Sole 24 Ore · 11 Ago 2009
Pochi gli accordi Regioni-Ministero In Piemonte piano adottato Paesaggio, va a rilento la copianificazione
la Repubblica · 12 Ago 2009
FIRENZE - "Tutti dovranno avere un giardino raggiungibile in dieci minuti a piedi"
la Repubblica · 12 Ago 2009
TOSCANA - Fuksas: giusto osare così lasciamo un segno
Il Tirreno · 12 Ago 2009
PISA - Troppo cari i prezzi d'ingresso ai monumenti: abbassiamoli
Il Tirreno · 12 Ago 2009
LUCCA. Mura, eventi nel sotterraneo due volte per settimana
Il Tirreno · 12 Ago 2009
LUCCA. Sfregiata San Michele. Scritta con lo spray sul lato verso palazzo Pretorio
Il Tirreno · 12 Ago 2009
LIVORNO. In vista del 150 anniversario dell'unità nazionale: Livorno città garibaldina, il 2010 l'anno per ricordarla
la Repubblica · 12 Ago 2009
ROMA - "Una campagna sostenuta dai cittadini, contro gli sfregi alla Regina viarum"
la Repubblica · 12 Ago 2009
NAPOLI - Smog, rifiuti, inquinamento acustico: tutti i numeri del capoluogo e delle altre città della Campania
la Repubblica · 12 Ago 2009
Capra: nei suoi disegni una nuova idea di natura
la Repubblica · 12 Ago 2009
LIGURIA - Lemergenza ambiente. Raccolta differenziata Genova in maglia nera
l'Unità · 12 Ago 2009
PARIGI - Si arma con una tazza da tè e la lancia contro la Gioconda
la Repubblica · 13 Ago 2009
TORINO - Tagli alla cultura, chiude dinverno il forte della "Maschera di ferro"