Nostro inviato Solunto. Il mistero rimane. Anche se Solunto, costruita in vetta al Monte Catalfamo, viene indicata - insieme con Panormo e Mothya - come una delle tre città fondate in Sicilia dai Fenici tra l'VIII e il VII secolo avanti Cristo, nello stesso periodo in cui inizia la colonizzazione greca della costa ionica. In realtà, come emerge dagli scavi archeologici degli ultimi decenni che hanno riportato alla luce in contrada Campofranco oltre 500 sepolture della necropoli punica, la città fenicia sarebbe Solanto, l'omonimo promontorio che si trova - rispetto a Solunto - 264 metri più in basso, bagnato dal Tirreno. Zona che si prestava perfettamente ai traffici marittimi dei Fenici così com'è confermato anche dai reperti archeologici recuperati nel corso degli scavi che hanno interessato anche l'area vicina alla stazione ferroviaria di Santa Flavia. Il promontorio, come scrive Diodoro Siculo, venne saccheggiato e distrutto da Dionisio I di Siracusa nel corso della guerra contro i Punici di Sicilia e che si concluse nel 397 a. C. con la conquista di Mozia. Tucidide, lo storico ateniese, sostiene che i Fenici, all'arrivo dei Greci in Sicilia, si ritirarono a Panormo, l'odierna Palermo, Mothya e Solunto. In ogni caso, l'origine del nome - Soloeis, Solous - è, come rileva l'archeologa Caterina Greco, semitica e significa "roccia". Quella, appunto, su cui è stata costruita o ricostruita Solunto tra il 367 a. C., quando fu siglata la pace tra Siracusa e le città puniche, e il 307, quando nella città furono accolti i reduci delle truppe di Agatocle provenienti dalla disastrosa spedizione in Africa. Nel 254 a. C., durante la Prima guerra punica, la città si arrese ai romani. Solunto - che si trova ad una ventina di chilometri ad est di Palermo - si può raggiungere percorrendo la statale 113 imboccando la rotatoria alle porte di Santa Flavia, quindi la via Giovanni Falcone per svoltare a sinistra per via Collegio Romano, strada che sale verso il parcheggio del sito archeologico. Oppure la A 19 con uscita a Bagheria seguendo le indicazioni per Santa Flavia. Adriana Fresina è la direttrice del Parco archeologico di Solunto e delle aree archeologiche di Santa Flavia e dei Comuni limitrofi. «Città ellenistico-romana costruita intorno alla metà del IV secolo a. C., abbandonata alla fine del II secolo d. C. a pianta ottagonale cosiddetta ippodamea», si legge nel cartello affisso all'ingresso dell'area archeologica. Ed è l'impianto urbanistico ortogonale studiato, nel V secolo a. C., dall'architetto greco Ippodamo da Mileto la caratteristica più rilevante di Solunto. Il visitatore, infatti, ha modo di vedere com'era costruita una città greca, con i quartieri suddivisi in modo razionale e in rapporto alla funzione. Lo stesso impianto urbanistico che si ritrova a Morgantina, Tindari, Alesa, Taormina, Termini Imerese. A Solunto, lungo i declivi di Monte Catalfano, la struttura urbana è percorsa dall'asse principale della via dell'Agorà, su cui confluiscono, perpendicolarmente, otto strade. L'incrocio delle strade forma delle «insulae» larghe 40 metri e lunghe 80, con una proporzione costante di 1 a 2, suddivise longitudinalmente dagli «ambitus», i canali per la raccolta e lo sversamento delle acque piovane. La città - anche per la sua posizione panoramica - ha sempre suscitato interesse. I primi scavi archeologici sistematici risalgono al 1828-1835 e portarono al recupero di sculture di marmo e di bronzo tra cui la statua di Zeus-Baal Hammon, esposta al Museo Salinas di Palermo, così come altri reperti. Gli scavi, su un'area di 18 ettari, sono proseguiti fino ai giorni nostri e non si sono conclusi. Due i padiglioni dell'Antiquarium, inaugurato nel 2003, in cui sono esposti i reperti: nel primo si trovano monete, elementi architettonici e arredi; nel secondo la Solunto arcaica e le necropoli. Ogni reperto è accompagnato da pannelli esplicativi dal contenuto particolarmente approfondito anche se purtroppo solo in italiano. Nell'area archeologica i pannelli sono invece bilingue, italiano e inglese. Il sito è stato riaperto al pubblico lo scorso febbraio, dopo che nel 2009 un incendio aveva danneggiato i sistemi di sicurezza. Il biglietto di ingresso costa 2 euro, ridotto 1 euro. Una quarantina i dipendenti. I visitatori, tra febbraio e maggio, sono stati 18 mila, ma per essi - in attesa che si svolgano le gare per i cosiddetti "servizi aggiuntivi" previsti dalla legge istitutiva dei parchi archeologici del 2000 - manca ancora un punto di ristoro. G.P. 11082011
SICILIA - Solunto, la città degli dei a pochi km da Palermo
Solunto è una città fondata dai Fenici tra l'VIII e il VII secolo a.C. in Sicilia. La città venne saccheggiata e distrutta da Dionisio I di Siracusa nel 397 a.C. L'origine del nome "Solunto" è semitica e significa "roccia". La città fu costruita intorno alla metà del IV secolo a.C. e abbandonata alla fine del II secolo d.C. L'impianto urbanistico di Solunto è caratterizzato da un'ottagonale pianta ippodamea, studiata dall'architetto greco Ippodamo da Mileto. La città era suddivisa in quartieri razionali e in rapporto alla funzione.
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