Installato dal Comune, riflette i raggi del sole e impedisce la vista dell'opera L'Albero dell'Abbondanza "oscurato" da un vetro La rabbia dei turisti e le soluzioni possibili Se ne riparla in autunno MASSA MARITTIMA. Giovanni Agnelli, ai tempi della Juventus, chiamava il calciatore Zbigniew Boniek "il bello di notte". Un soprannome che sembra essere adatto anche al celebre affresco "L'albero della Fecondità" di Massa Marittima, dato che di giorno la vetrata installata davanti riflette i raggi solari, rendendolo invisibile. E' appena tornato dal restauro in tutto il suo splenodre l'affresco del 1265, ai piedi del Palazzo dell'Abbondanza. I suoi grossi frutti sono tornati a pendere e la folla di donne ha ricominciato ad accapigliarsi per prenderli. Uno spettacolo, peccato sia difficile vederlo. Il problema nasce da una vetrata messa di fronte all'affresco, alla base della vasca che lo divide dalla strada. Quindi a sei o sette metri dall'opera. Il vetro di questa barriera è molto spesso e riflette i raggi solari. Ci rimbalzano, tornando negli occhi di coloro che vorrebbero godersi l'opera. «È impossibile fotografarlo» dicono i turisti, che conoscono dell'affresco dai libri di scuola. Anche per vederlo senza volerlo immortalare il problema rimane: gli ammiratori devono appoggiarsi alla vetrata con la faccia, coprendosi con una mano la parte del volto su cui battono i raggi solari. Una situazione che cambia al tramonto, quando la luce del sole non riflette più sulla vetrata, rendendo l'Albero della Fecondità visibile a tutti. In molti, tra i massetani e i turisti che hanno sollevato il problema, sostengono che se la barriera fosse distante soltanto qualche decina di centimetri dal muro il problema verrebbe risolto, consapevoli che la vetrata svolge un ruolo importante nella difesa dell'opera. Ma chi ha messo lì quel vetro? E perchè lo ha messo così distante dalla parete del Palazzo? Il Comune, in accordo con la sovrintendenza di Siena. Il perchè lo spiega Franco Donati, vicesindaco di Massa Marittima e assessore alla Cultura. «È stata pensata come un'opportunità di sicurezza. La vasca di fronte all'affresco è vuota e quella vetrata serve anche per evitare che qualche bambino entri al suo interno facendosi del male». Una scelta tecnica quindi, che però non aveva tenuto in considerazione del problema dei raggi solari. «Ce ne scusiamo: la nostra intenzione era quella di fare un bene, non di creare problemi» dice Donati a nome dell'amministrazione, «ma al momento è l'unica soluzione possibile per tutelare cittadini e opera». Questo per adesso comunque, perchè in autunno il Comune incontrerà la sovrintendenza. «In quell'occasione solleveremo il disagio e cercheremo delle soluzioni per porvi rimedio».